R. J. ELLORY -"UNA PREGHIERA PER MANHATTAN" VIAGGIO NELL’INFERNO DELLA PROPRIA ANIMA

IL ROMANZO DELL’AUTORE CHE HA REINVENTATO LE TECNICHE DEL THRILLER

di Cristina Marra 23/06/2018
Letto e recensito
elloryReggio Calabria. Il gioco pericoloso e la vita randagia sono due costanti della narrativa thriller di R. J. Ellory, prolifico autore inglese pubblicato in Italia da 21 editore nella collana diretta da Antonio Pagliaro.

Le sue storie trasudano America, sono americane nell'ambientazione, nelle atmosfere perfino negli odori ma non nel ritmo thriller che, in Ellory, è volutamente più lento e meditativo. I suoi personaggi sono uomini e donne comuni, messi in mezzo o catapultati dentro situazioni fuori dall'ordinario.

Vincent Madigan, protagonista di "Una preghiera per Manhattan" è un uomo invischiato in tormenti esistenziali che tenta di risollevarsi, di rinascere e di lasciarsi il male alle spalle ma ha anche una grande abilità nel ricaderci con scelte sbagliate e terribili. E' un detective schiacciato da mille problemi personali e ha un forte debito con l'uomo delle angurie, soprannome del boss di East Harlem, detto così per il modo violento e atroce con cui fa infliggere le torture alle sue vittime.

Madigan è anche un padre pieno di sensi di colpa, ha quattro figli avuti da tre donne diverse e da mantenere ed è convinto che "sono le cose a darti un brutto colore. Ci vuole molto piu' che una preghiera e una promessa per togliertelo di dosso". Come estinguere l'esoso debito?

L'idea lo investe all'improvviso ed è folle come lo è stata la sua esistenza. Il detective decide di sottrarre il cospicuo bottino a una banda di ladri. Il piano si rivela perfetto in teoria ma fallimentare nella pratica e invece di fare incetta di denaro la fa di morti. Una strage. La vita di Madigan si complica ulteriormente  ed è inseguito sia dalla malavita che dalla  polizia del NYPD. In sessantuno capitoli l'autore racconta soprattutto le scelte personali che intrappolano Madigan in una lotta con se stesso per non cedere ai vizi e alla sua abilità di distruggere ogni relazione o ogni situazione apparentemente positiva della sua vita.

"Tutto quello che tocchi si trasforma in merda, Vincent. Tutto quello che dici sono inutili bugie. Pensi che non veda chi sei, Vincent Madigan? Pensi che non veda nel tuo cuore, in quella piccola ombra nera che una volta chiamavi anima?", la voce del protagonista irrompe spesso sulla scena narrativa, in prima persona e indaga le sue zone oscure e le sue debolezze.

L'autore fa scendere il suo protagonista in basso, quasi agli inferi, in uno stato quasi di disordine mentale o di delirio. Ellory modella la tecnica del thriller alle sue esigenze di narratore che scava senza filtri l'animo dei personaggi e rende piu' lungo e doloroso il passaggio dalla stasi all'azione. In perenne movimento è il suo protagonista, nelle sue fughe dai luoghi, dagli affetti e dai fantasmi.

Frase memorabile: " MORTO SE LO FACCIO E MORTO SE NON LO FACCIO. SI TRATTA DI UNA SPECIE DI RAGNATELA, SOTTILE, DELICATA, FRAGILE, EPPURE DOVREBBE SOSTENERE IL PESO CHE STO PORTANDO.CHI STO PRENDENDO IN GIRO? ME STESSO,ECCO CHI"
 
“ UNA PREGHIERA PER MANHATTAN”
R.J. ELLORY
 21 EDITORE
 EURO 20,OO

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