“L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO” CON LUCIA POLI
IL CAPOLAVORO DI OSCAR WILDE ALLA SALA UMBERTO
SALVATORE SCIRE'
28/10/2025
VISTO E RECENSITO
Al SALA UMBERTO di Roma ha debuttato un grande classico: la commedia brillante L’importanza di chiamarsi Ernesto, da molti studiosi definito il capolavoro di Oscar Wilde, il grande scrittore di lingua inglese, nato in Irlanda ma presto trasferitosi in Inghilterra. Personaggio controverso e spesso osteggiato per le sue inclinazioni “omo” (costretto per questo a trasferirsi a Parigi),
Oscar Wild si caratterizza sempre per la sua scrittura raffinata e arguta, spesso sferzante nei confronti dell’alta borghesia vittoriana, di cui ama sottolineare le ipocrisie, il finto perbenismo, il culto dell’apparire. E la commedia L’importanza di chiamarsi Ernesto è probabilmente l’arma di punta, con cui punge e graffia maggiormente la società british di fine Ottocento (la prima versione è infatti del 1894).
Non stiamo a raccontare la trama, trattandosi di un lavoro universalmente noto: forse è più interessante chiarire la scelta del nome Ernesto, che non è affatto casuale. Senza addentrarci in complicate questioni semantiche o linguistiche, ci limitiamo a dire che l’Autore gioca sull’aggettivo “earnest” (che in inglese sta per onesto, serio, puro) e il nome proprio Ernest, i quali, nella lingua parlata, risultano praticamente omofoni. L’importanza di chiamarsi Ernesto potrebbe tranquillamente intendersi come L’importanza di chiamarsi Onesto!
Ed è da questo dettaglio che nasce il meccanismo della commedia di Oscar Wilde. Due uomini, John e Algernon, che pur tra frivolezze e divertimenti, cercano l’amore ma che incrociano due romantiche fanciulle, Gwendolen e Cecily, anche loro alla ricerca del principe azzurro, ma disposte a innamorarsi solo di un uomo che si chiami, appunto, Ernesto (ovvero Onesto!!!). Va da sé che i due giovanotti ne penseranno di tutti i colori, per superare i fuochi di sbarramento del perbenismo di Lady Bracknell, madre di Cecily: giungeranno perfino ad ipotizzare un secondo battesimo con la complicità del Reverendo Chasuble.Poi si scoprirà che... e alla fine, come per incanto, l’intricato mosaico si ricomporrà e vivranno tutti felici e contenti.
Geppy Gleijeses firma superbamente la regia di questa magistrale pièce teatrale (dopo esserne stato protagonista per lunghi anni) indicandolo come il “capolavoro più celebre e rappresentato di Oscar Wilde, definito da molti “la commedia perfetta”: costruita su un perfetto meccanismo di equivoci, identità fittizie e satira sociale, conserva intatta la sua vivacità e la sua sottile carica corrosiva.
A distanza di anni, questa nuova edizione è un’occasione per riscoprire l’attualità di Wilde, capace di mettere in discussione con ironia temi senza tempo: la verità, l’identità, il conformismo, il desiderio di essere accettati.”
Il cast è di altissimo livello, a cominciare dalla strepitosa Lucia Poli, nel ruolo di Lady Bracknell, che dà voce con signorile ironia a una società alto-borghese ossessionata dalle apparenze. Giorgio Lupano interpreta egregiamente il personaggio di Ernest Worthing (ma in realtà si chiama John), mentre Luigi Tabita brilla come il suo alter ego e amico Algernon Moncrieff. Maria Alberta Navello appare impeccabile
nei panni dell’affascinante ma decisa Gwendolen Fairfax, così come Giulia Paoletti dà vita a una frizzante Cecily Cardew.E ancora un plauso agli ottimi Gloria Sapio (l’esuberante Miss Prism), Bruno Crucitti (ovvero il Reverendo Chasuble) e Riccardo Feola nel doppio ruolo dei maggiordomi Merriman e Lane.
Particolarmente apprezzate e suggestive le scene concepite da Roberto Crea; elegantissimi i costumi di Chiara Donato.
Ricordiamo infine che la traduzione è di Masolino D’Amico.
Nel complesso, uno spettacolo di grande spessore, che di sicuro vale la pena andare a vedere (o anche rivedere!), con il quale il SALA UMBERTO conferma il suo primario ruolo nel panorama teatrale romano!
di Salvatore Scirè
Fino al 2 novembre 2025
SALA UMBERTO Via della Mercede, 50, 00187 Roma
Info: 06.87606075 - prenotazioni@salaumberto.com

