INTERVISTA A MARINA GIULIA CAVALLI, LA DOTTORESSA PIÙ AMATA D’ITALIA
"A VOLTE INCONTRO PERSONE CHE MI SCAMBIANO PER UNA VERA DOTTORESSA, E MI CHIEDONO CONSIGLI MEDICI..."
ALMA DADDARIO
13/08/2024
INTERVISTE
Napoli (foto Giuseppe D'Anna). Grazie a "Un posto al sole", è uno dei volti più noti e amati della notra tv, e non solo.
Si tratta di un’attrice talentuosa ed eclettica, che si è cimentata in teatro, ad inizi carriera, ma anche nel cinema, diretta tra gli altri da Ettore Scola e Francesco Nuti, e nelle fiction tv di successo come “Incantesimo”, “Don Matteo”, e altre.
Marina Giulia Cavalli, che molti identificheranno con la Dottoressa Ornella Bruni, solerte e determinata eroina di “Un posto al sole”, fiction più longeva e seguita tra le nostre produzioni italiane, ha un passato dedicato anche alle attività sportive.
E’ stata campionessa junior di atletica leggera, e ha fatto parte anche della Nazionale. E’ stato l’amore adolescenziale per David Bowie, e di seguito per Lindsay Kemp, maestro di recitazione e mimo del cantante, a spingerla ad iscriversi ad una scuola di recitazione teatrale.
Da allora la sua esperienza artistica non si è mai fermata, consentendole di sperimentarsi in teatro, cinema, televisione, sempre con successo. Di origine piemontese, oggi vive tra Roma e Napoli. La incontriamo in una pausa di lavorazione
D - Quando ha capito che avrebbe voluto fare l'attrice?
R - Una punta di sano esibizionismo l’avevo sin da bambina: mi piaceva cantare, fare le imitazioni, ballare e se c’era qualcuno che mi guardava ero più contenta. Però è stata la mia passione per David Bowie che mi ha fatto incontrare il teatro. Ero una sua accanita fan e allora, parlo dei primi anni 80, non c’era molto materiale su cui trovare informazioni e curiosità sul mio beniamino. Però scoprii che era molto amico di Lindsay Kemp, che era stato suo allievo e che aveva studiato mimo con lui. Allora, per emulazione, vicino a dove abitavo a Torino da studentessa di primo anno di Lingue e Letterature Straniere mi imbattei in una scuola, molto affascinante e dall’”odore” artistico, sulla cui porta vi era una locandina con sopra scritto: Dizione, Recitazione, Canto, Mimo, Acrobatica, Storia del Teatro, Scherma, ecc… Entrai e parlai in segreteria ad una persona che penso aver fatto parecchio sorridere perché dissi, tutta convinta: “Buonasera, vorrei iscrivermi al corso di mimo”. Costei mi disse: “Veramente queste sono tutte le materie di questa scuola di recitazione. La frequenza è giornaliera e la scuola inizia alle 18 e finisce alle 22, tutti i giorni. Per tre anni” Poi scoprii che si restava sin dopo mezzanotte e che spesso anche i sabati erano precettati. Era il periodo anche di “Fame- Saranno Famosi” e non mi parve vero di poter iniziare una simile avventura. Di giorno l’università, la sera teatro. E’ stato il periodo più bello della mia vita di attrice!
D - Ha avuto miti o maestri di riferimento?
R - Non direi, ma ho sempre cercato di assorbire, di rubare idee e tecniche da tutti gli attori e le attrici di talento con cui ho lavorato o che ho ammirato in teatro o al cinema, naturalmente facendoli poi miei
D - È vero che se un attore parte da una formazione teatrale può fare di tutto?
R - Non amo dare dei pareri definitivi, perciò mi posso sbagliare. Credo che il teatro serva moltissimo ma non è scontato che un buon attore di teatro sia eccezionale sullo schermo e viceversa. Le tecniche sono diverse, il tipo di concentrazione pure e la situazione completamente altra.
D - Cinema, teatro, fiction TV, qual è il mezzo più congeniale per lei?
R - Le amo tutte e le ho provate tutte. Forse in televisione ho più esperienza, ma vorrei poter far coesistere nella mia vita tutte e tre queste forme di comunicazione o d’arte, come preferisci considerarle
D - Quanto è simile Marina Giulia Cavalli a Ornella Bruni di Un posto al sole?
R - In 23 anni, da tanto dura questa fiction, le nostre personalità, di Ornella e di Marina Giulia, si sono un pochino fuse. Devo però riconoscere che l’attrice è una persona più audace ed anticonformista del personaggio. Più “pazzerella”, soprattutto qualche anno fa. Ora mi sono acquietata, come direbbero a Napoli. Diciamo che presto voce e volto alle azioni di Ornella, che è tutta e solo materia in mano agli autori
D - È più difficile entrare o uscire da un personaggio?
R - Non ho trovo questa grande difficoltà ad incarnare i personaggi che fino ad oggi mi sono trovata ad interpretare. Però se proprio devo, direi che per me è più semplice uscire dal carattere piuttosto che entrarci
D - Le è capitato di incontrare dei fans che la ritenevano veramente una dottoressa?
R - Molto spesso, tant’è che tanti che incontro casualmente, per strada o in viaggio, mi chiedono consigli e pareri sulla propria salute e nulla serve dire che sono un medico “per finta”
D - C'è un personaggio che non le hanno ancora proposto e le piacerebbe interpretare, magari a teatro?
R - I personaggi sono tutti interessanti se scritti bene, se agiscono in conformità alle loro caratteristiche e se hanno una bella storia da raccontare.
D - In Italia più che all'estero, si dice che per un'attrice che abbia superato i quaranta anni ci siano meno opportunità e ruoli interessanti, al cinema come in teatro. Questo corrisponde alla verità secondo la sua esperienza?
R - Senza ombra di dubbio! Già i ruoli femminili sono numericamente inferiori, nei progetti, rispetto a quelli maschili. Di qualsiasi età. E’ vero che ultimamente sono stati fatti dei progetti di fiction al femminile, ma ancora sono “casi” e non la normalità. Superati i 50 anni, poi, per noi attrici la forbice si restringe ancora di più, per non parlare delle over 60. Mentre per gli uomini è un problema molto meno evidente. E’ come se ad un certo punto le storie che riguardano le persone mature non debbano più interessare nessuno. Eppure il pubblico è formato numericamente soprattutto da persone di età non proprio “verde”, diciamo
D - Avrebbe consigli per i giovani che vogliano intraprendere una carriera artistica e si aspettino di arrivare al successo subito?
R - Quello dell’attrice, e attore, è un mestiere straordinario. Quando si fa. Ma bisogna essere pronti a passare lunghissimi periodi di inazione, di difficoltà finanziarie, di delusioni, smacchi e via dicendo. Bisogna tener presente che ci vuole il carattere giusto perché quello che viene valutato è il tuo aspetto, la tua voce, il tuo modo di muoverti e di agire: insomma la tua persona. Non andiamo a proporre un prodotto, andiamo a proporre noi stessi. Perciò aldilà dello studio, dell’allenamento, della preparazione, che sono fondamentali, si deve avere una buona considerazione di sé stessi a prescindere dal giudizio altrui, credere fer,amente in quello che si fa, altrimenti cadere nella depressione è un attimo.
Si tratta di un’attrice talentuosa ed eclettica, che si è cimentata in teatro, ad inizi carriera, ma anche nel cinema, diretta tra gli altri da Ettore Scola e Francesco Nuti, e nelle fiction tv di successo come “Incantesimo”, “Don Matteo”, e altre.
Marina Giulia Cavalli, che molti identificheranno con la Dottoressa Ornella Bruni, solerte e determinata eroina di “Un posto al sole”, fiction più longeva e seguita tra le nostre produzioni italiane, ha un passato dedicato anche alle attività sportive.
E’ stata campionessa junior di atletica leggera, e ha fatto parte anche della Nazionale. E’ stato l’amore adolescenziale per David Bowie, e di seguito per Lindsay Kemp, maestro di recitazione e mimo del cantante, a spingerla ad iscriversi ad una scuola di recitazione teatrale.
Da allora la sua esperienza artistica non si è mai fermata, consentendole di sperimentarsi in teatro, cinema, televisione, sempre con successo. Di origine piemontese, oggi vive tra Roma e Napoli. La incontriamo in una pausa di lavorazione
D - Quando ha capito che avrebbe voluto fare l'attrice?
R - Una punta di sano esibizionismo l’avevo sin da bambina: mi piaceva cantare, fare le imitazioni, ballare e se c’era qualcuno che mi guardava ero più contenta. Però è stata la mia passione per David Bowie che mi ha fatto incontrare il teatro. Ero una sua accanita fan e allora, parlo dei primi anni 80, non c’era molto materiale su cui trovare informazioni e curiosità sul mio beniamino. Però scoprii che era molto amico di Lindsay Kemp, che era stato suo allievo e che aveva studiato mimo con lui. Allora, per emulazione, vicino a dove abitavo a Torino da studentessa di primo anno di Lingue e Letterature Straniere mi imbattei in una scuola, molto affascinante e dall’”odore” artistico, sulla cui porta vi era una locandina con sopra scritto: Dizione, Recitazione, Canto, Mimo, Acrobatica, Storia del Teatro, Scherma, ecc… Entrai e parlai in segreteria ad una persona che penso aver fatto parecchio sorridere perché dissi, tutta convinta: “Buonasera, vorrei iscrivermi al corso di mimo”. Costei mi disse: “Veramente queste sono tutte le materie di questa scuola di recitazione. La frequenza è giornaliera e la scuola inizia alle 18 e finisce alle 22, tutti i giorni. Per tre anni” Poi scoprii che si restava sin dopo mezzanotte e che spesso anche i sabati erano precettati. Era il periodo anche di “Fame- Saranno Famosi” e non mi parve vero di poter iniziare una simile avventura. Di giorno l’università, la sera teatro. E’ stato il periodo più bello della mia vita di attrice!
D - Ha avuto miti o maestri di riferimento?
R - Non direi, ma ho sempre cercato di assorbire, di rubare idee e tecniche da tutti gli attori e le attrici di talento con cui ho lavorato o che ho ammirato in teatro o al cinema, naturalmente facendoli poi miei
D - È vero che se un attore parte da una formazione teatrale può fare di tutto?
R - Non amo dare dei pareri definitivi, perciò mi posso sbagliare. Credo che il teatro serva moltissimo ma non è scontato che un buon attore di teatro sia eccezionale sullo schermo e viceversa. Le tecniche sono diverse, il tipo di concentrazione pure e la situazione completamente altra.
D - Cinema, teatro, fiction TV, qual è il mezzo più congeniale per lei?
R - Le amo tutte e le ho provate tutte. Forse in televisione ho più esperienza, ma vorrei poter far coesistere nella mia vita tutte e tre queste forme di comunicazione o d’arte, come preferisci considerarle
D - Quanto è simile Marina Giulia Cavalli a Ornella Bruni di Un posto al sole?
R - In 23 anni, da tanto dura questa fiction, le nostre personalità, di Ornella e di Marina Giulia, si sono un pochino fuse. Devo però riconoscere che l’attrice è una persona più audace ed anticonformista del personaggio. Più “pazzerella”, soprattutto qualche anno fa. Ora mi sono acquietata, come direbbero a Napoli. Diciamo che presto voce e volto alle azioni di Ornella, che è tutta e solo materia in mano agli autori
D - È più difficile entrare o uscire da un personaggio?
R - Non ho trovo questa grande difficoltà ad incarnare i personaggi che fino ad oggi mi sono trovata ad interpretare. Però se proprio devo, direi che per me è più semplice uscire dal carattere piuttosto che entrarci
D - Le è capitato di incontrare dei fans che la ritenevano veramente una dottoressa?
R - Molto spesso, tant’è che tanti che incontro casualmente, per strada o in viaggio, mi chiedono consigli e pareri sulla propria salute e nulla serve dire che sono un medico “per finta”
D - C'è un personaggio che non le hanno ancora proposto e le piacerebbe interpretare, magari a teatro?
R - I personaggi sono tutti interessanti se scritti bene, se agiscono in conformità alle loro caratteristiche e se hanno una bella storia da raccontare.
D - In Italia più che all'estero, si dice che per un'attrice che abbia superato i quaranta anni ci siano meno opportunità e ruoli interessanti, al cinema come in teatro. Questo corrisponde alla verità secondo la sua esperienza?
R - Senza ombra di dubbio! Già i ruoli femminili sono numericamente inferiori, nei progetti, rispetto a quelli maschili. Di qualsiasi età. E’ vero che ultimamente sono stati fatti dei progetti di fiction al femminile, ma ancora sono “casi” e non la normalità. Superati i 50 anni, poi, per noi attrici la forbice si restringe ancora di più, per non parlare delle over 60. Mentre per gli uomini è un problema molto meno evidente. E’ come se ad un certo punto le storie che riguardano le persone mature non debbano più interessare nessuno. Eppure il pubblico è formato numericamente soprattutto da persone di età non proprio “verde”, diciamo
D - Avrebbe consigli per i giovani che vogliano intraprendere una carriera artistica e si aspettino di arrivare al successo subito?
R - Quello dell’attrice, e attore, è un mestiere straordinario. Quando si fa. Ma bisogna essere pronti a passare lunghissimi periodi di inazione, di difficoltà finanziarie, di delusioni, smacchi e via dicendo. Bisogna tener presente che ci vuole il carattere giusto perché quello che viene valutato è il tuo aspetto, la tua voce, il tuo modo di muoverti e di agire: insomma la tua persona. Non andiamo a proporre un prodotto, andiamo a proporre noi stessi. Perciò aldilà dello studio, dell’allenamento, della preparazione, che sono fondamentali, si deve avere una buona considerazione di sé stessi a prescindere dal giudizio altrui, credere fer,amente in quello che si fa, altrimenti cadere nella depressione è un attimo.