IL CIELO IN UNA STANZA, TRIBUTO A GINO PAOLI

PENSATO, INTERPRETATO E REALIZZATO DA BRUNO DE STEPHANIS,

di Salvatore Scirè 04/10/2022
Visto e recensito
omaggio a gino paoliRoma. Al Teatro Petrolini di Roma è andato in scena uno spettacolo speciale, dal titolo molto suggestivo: IL CIELO IN UNA STANZA, ovvero tributo a Gino Paoli, pensato, interpretato e realizzato da Bruno De Stephanis, un valido attore di provata esperienza, che stavolta, però, a rinunciato alla parola recitata e si è voluto cimentare con il canto, interpretando le più belle canzoni di Gino Paoli, che quest’anno festeggia i suoi 88 anni.
 
E allora, immaginiamo per un istante di chiudere gli occhi e di far partire un ipotetico CD, che ci propone, una dietro l’altro, melodie note e meno note, come: Il cielo in una stanza, Senza fine, Sapore di sale, la gatta, Cosa farò da grande, 4 amici al bar, Che cosa c’è, Una lunga storia d’amore, La bella e la bestia, Un altro amore, Questa volta no, E m’innamorai, E ti lascio una canzone.

L’effetto è straordinario: chi ha superato i 50 o 60 anni, sente una piacevole emozione, riassapora magicamente anni lontani ma indimenticabili. 

Lo spettacolo è stato strutturato in blocchi di 3 o 4 canzoni, intervallati dalla lettura di testi su Gino Paoli ovvero di brani scritti da lui stesso.  Brani, la cui lettura, affidata a Cristina Galardini, ci racconta dettagli, aneddoti, curiosità. Soprattutto i suoi grandi amori, Stefania Sandrelli e Ornella Vanoni. Paoli era sicuramente un grande tombeur de femmes.  Ma un artista del genere si lascia perdonare facilmente e l’indulgenza è d’obbligo

Ascoltando queste note, veniamo a scoprire che Paoli era nato a Monfalcone, salvo poi trasferirsi a Genova da piccolo.  Ci viene ricordato che in Versilia, una Sandrelli ancora minorenne, ballava scatenata davanti a Gino Paoli che cantava La Gatta: e da lì iniziò il tutto.
Bruno De Stephanis si è fatto crescere i baffetti alla Gino Paoli, rievocando così una certa rassomiglianza con il grande cantautore. Anche il timbro della sua voce si avvicina a quello del nostro maestro.

Dobbiamo dire che nel complesso Bruno De Stephanis ha messo su uno spettacolo gradevole, emozionante, impreziosito dalla presenza al pianoforte del M° Vito Caporale, che ha arricchito i vari pezzi eseguiti con arrangiamenti di alto livello, musicalmente parlando.
Cristina Galardini è il terzo perno su cui poggia tutto lo spettacolo. Le sue letture scorrono con grande eleganza, ideale contrappunto a uno spettacolo di impronta prevalentemente musicale.

Operazione sicuramente coraggiosa e importante, quella ideata, realizzata e promossa da Bruno De Stephanis: uno spettacolo che vogliamo augurarci possa presto tornare sulle scene romane.
Complimenti a tutti!

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