AMARA RIFLESSIONE: NON MI RICONOSCO PIÙ IN NESSUNO DEI NOSTRI RAPPRESENTANTI POLITICI

ABBIAMO RICEVUTO QUESTA LETTERA CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO, AVVERTENDO CHE LE IDEE SONO ESPRESSIONE DEL SUO ESTENSORE E NON DELLA REDAZIONE.

di Salvatore Scirè24/08/2020
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lettera al direttore di scirèCaro Direttore
Ti scrivo ricorrendo alla formula della “lettera al direttore”, in quanto voglio rappresentarti un mio pensiero strettamente personale, che non intende impegnare o etichettare politicamente la testata. Una volta tanto, mi piace occuparmi della “cosa pubblica”  ed esprimere dei dubbi, delle perplessità, delle  incertezze, su quella che è la consistenza (o meglio l’inconsistenza) dell’attuale classe politica.

Purtroppo, avendo qualche anno in più sulle spalle rispetto a molti amici e lettori, ho avuto modo di conoscere personaggi di un certo calibro; ed alcuni anche personalmente, sebbene per motivi al di fuori della politica.

Ricordo che una volta c’erano la destra, il centro e la sinistra.  Che però non erano concetti astratti: ciascuno di loro, infatti, possedeva una vera e riconoscibile connotazione ideologica. Oggi si dice che si tratta di concetti superati. Sicuramente è così. Cento anni passano per tutti, anche per le idee politiche. Purtroppo, noi siamo anche maestri di trasformismo. Basti ricordare che nell’Ottocento post-unitario la sinistra storica si trasformò in destra e viceversa. Insomma, ci troviamo perennemente di fronte a un “gioco delle tre carte”: carta vince, carta perde, ma l’ignaro passante resta sempre fregato dal “cartaro” di turno.  Il mio amico Enrico Montesano dice che oggi ci sta “il sotto e il sopra”. E chi sta sotto, ovviamente, ci rimette!

Se andiamo ad analizzare le singole posizioni, oggi ci ritroviamo con una destra che non è più nazionalista e patriottica (come una volta), ma è diventata populista, sovranista, spesso – troppo spesso – vicina e sodale di possessori di vaste ricchezze e possibilmente evasori. Abbiamo un centro sfilacciato, praticamente inesistente e sfaldato in centrodestra moderato e socialdemocrazia; e in parte anche pentastellato; un centro che oscilla confusamente, senza sapere da che parte andare: gli spagnoli direbbero “entre Pinto y Valdemoro” (sono due località limitrofe che si raggiungono con la stessa strada, ma poi al bivio... il viaggiatore si fermna, perchè non sa decidere dove andare!).  Infine ecco una sinistra che strizza l’occhio al grande capitale (Marx si rivolterà indignato nella tomba),  che si è resa complice dello sfascio della macchina della giustizia (sia nel favorire leggi buoniste pervase solo di favor rei, a danno della vittima; sia nel giocare a figurine con parte della magistratura “carrierista”, vera e propria compagna di merenda!).  Saldandosi in questo modo con quella destra “di comodo” che ha costruito le famose “leggi ad personam”.  E insieme, destra e sinistra, hanno contribuito a sfasciare il sistema giudiziario/penale del Paese.

I fatti di cronaca attuali e recenti questo ci narrano e ci ricordano, purtroppo. E non parliamo di opportunità politica e di etica, parole letteralmente scomparse del vivere quotidiano: deputati con bonus, così come i notai!!!!

Poi ci sta un’annosa e delicata questione: quella che riguarda l’immigrazione illegale; la quale si va a sovrapporre fatalmente al problema della pandemia da Covid.
Io personalmente, sono sempre stato contrario all’immigrazione incontrollata. Da buon siciliano ho “pezzi” di famiglia che a suo tempo sono emigrati, ma con tanto di biglietto, di nave, con il passaporto e spesso con l’atto di richiamo (come si chiamava una volta). Mio nonno (mio omonimo) fu addirittura messo in quarantena a Ellis Island a scopo precauzionale (e per 40 giorni effettivamente).

Mi rendo conto perfettamente che l’Africa oggi ha problemi enormi, ma è pur vero che da 70 anni circa ha ottenuto la totale indipendenza dai paesi europei “coloniali”; solo che tale passaggio storico non ha prodotto che guerre, carestie, corruzione. E tanta, tantissima natalità: oggi l’Africa è una soprattutto una bomba demografica, di cui – peraltro – non possiamo farci carico noi europei nè tanto meno noi italiani, che stiamo messi peggio di tutti in Europa (ancor meno la Sicilia, che è trascurata e negletta in Patria).

Sarebbe opportuno che, finalmente, venissero abbattute le barriere ideologiche e si regolamentasse seriamente l’immigrazione. Abbiamo bisogno di mano d’opera straniera, possibilmente qualificata? Bene: scegliamocela, riconoscendo ai lavoratori tutti i diritti e tutte le tutele cui possono leggittimamente aspirare. Fare entrare gente che non serve o persone di cui nulla sappiamo, purtroppo significa solamente alimentare lo sfruttamento di molti poveretti o peggio alimentare il malaffare e spesso la criminalità organizzata.

A mio avviso, la nostra sinistra dovrebbe finalmente prendere atto del fatto che la stragrande maggioranza della popolazione  non ne può più.  E purtroppo vota Salvini, il quale, all’atto pratico, non è in grado di risolvere realmente le nostre problematiche in quanto semplicemente incapace e culturalmente impreparato. E se poi la nostra illuminata sinistra trama con alcuni magistrati per mandarlo sotto processo, non fa altro che regalargli altri milioni di voti.

Lo stesso errore rischiano di commettere oggi con il referendum per la conferma della riduzione del numero dei parlamentari: sento già argomentazioni capziose e futili, con cui stanno cercando di mantenere la status quo, quando invece sappiamo perfettamente che la gente ne ha le scatole piene.  E su temi così caldi, gli italiani francamente se ne fregano delle indicazioni dei signoli partiti: l’epoca del “contrordine compagni” per fortuna è finita da un pezzo. Sarebbe il caso che i partiti si adeguassero alla volontà del popolo e non cercassero di imporre al loro elettorato la propria “Weltanschauung”, ossia  la “visione del mondo”.

Morale della favola dalle prossime elezioni io non andrò più a votare: pur provenendo storicamente da destra, oggi non me la sento di votare per questa destra che ha partorito leggi ad personam, disastri economici, MOSE vari, rubberie etc. etc.

Ugualmente non me la sento di sostenere una sinistra che ancora pretende di imporci il suo buonismo d’accatto, il suo mondialismo da bancarella, riempendoci di immigrati (su cui qualcuno fa affari!) mentre strizza l’occhio ai banchieri o chi per loro!

Poi ci sarebbero i 5 Stelle, ma qui occorrerebbe ricorrere al Don Abbondio manzoniano : Carneade, chi era costui?  Ecco: chi sono? Se ci sono...  Che cosa rappresentano?

P.S. Al referendum andrò, ovvio: e voterò SI, per confermare la voglia di riduzione del numero dei parlamentari. Le tesi dei sostenitori del NO sono semplicemente ridicole. Basta ridisegnare i collegi elettorali. E se la regione X eleggeva 7 senatori, con la riduzione ne eleggerà 4 o 5. Numeri a casaccio solo per rendere l’idea. L’ultima battuta comica è che il Parlamento incide su ogni italiano 1 euro e 50 centesimi l’anno; un caffè!  Non so tale cifra di quali calcoli sia il prodotto, ma anche se fosse, meglio un caffè in più e qualche centinaio di parlamentari in meno. Che magari chiedono pure il contributo COVID all’INPS per le partite IVA!  Questi sono peggio dei pesci piranha!  Spolpano tutto, fino all’osso!

Direttore, ti ringrazio per l’inconsueta ospitalità e speriamo di riprendere presto a parlare di cultura, specialmente di teatro, che i nostri politici finora hanno ignorato....  forse perchè non ci sono mai stati;  e quindi... ignorano!

Salvatore Scirè

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