VIAGGIO CON FRANCESCO BONGIORNI E IL SUO ”ATLANTE DEI LUOGHI MISTERIOSI DELL’ANTICHITA'

INTERVISTA CON L'ILLUSTRATORE DELLE MILLE MERAVIGLIE DEL MONDO ANTICO.

di Cristina Marra12/11/2020
Le interviste di Cristina
luoghi misteriosiReggio Calabria. I luoghi carichi di misteri, gli enigmi che hanno sfidato i secoli senza essere risolti, le piccole e grandi verità emerse durante gli studi scientifici e il fascino della ricerca che si fa indagine antropologica e storica diventano “L’Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità” (Bompiani) nato dalla collaborazione tra lo scrittore e divulgatore Massimo Polidoro e l’illustratore Francesco Bongiorni.

Già insieme nel precedente “Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia”, nel nuovo lavoro a quattro mani investigano e viaggiano in luoghi lontani tra loro ma accomunati da un’aura misteriosa e luoghi misteriosicoprono 4000 anni di storia.

Bongiorni, incanta sin dalla copertina e da una caverna si sbuca davanti ai resti della perduta città di Petra che la leggenda vuole che custodisse il famoso “sesamo” di Alì Babà e da questa porta si prosegue e si aprono altri mondi passati arrivati fino a noi con resti archeologici, monumenti, manoscritti, tombe, miti e credenze. Vincitore della prestigiosa medaglia d’argento nella categoria Institutional presso la Society of Illustrators di New York e collaboratore con “The Guardian”, “Washington Post”, “The Wall Street Journal”, e “Le Monde”, Francesco Bongiorni si cala nei panni dell’esploratore e dell’investigatore e ricostruisce templi, armate, pozzi, giardini con disegni dai color antichi e dai tratti moderni.

I misteri di questi luoghi del pianeta continueranno a essere tramandati se non ancora risolti scientificamente e si sommeranno ai misteri di domani, e quello che è certo, come scrive Polidoro nell’introduzione “è che la passione per tutto ciò che è misterioso non morirà mai”.         

Francesco hai lavorato ancora in coppia con massimo Polidoro, unendo il fascino delle parole a quello dei disegni. Vi confrontate spesso o procedete autonomamente?

Il libro è fatto a quattro mani, due scrivono e due disegnano. E’ necessario che siano coordinate tra loro per ottenere un lavoro armonico. Procediamo abbastanza autonomamente ma con aggiornamenti regolari. Mi piace illustrare i luoghi sapendo che cosa scrive Massimo e credo viceversa. Sapere su cosa si concentrerà, quali dettagli descriverà, quali aspetti saranno marginali e quali principali mi aiuta molto quando arriva il momento di interpretare il luogo e il mistero che vogliamo raccontare.

luoghi misteriosiL'Atlante precedente era dedicato all'Italia, in questo spaziate in tutto il globo. Come hai proceduto con la ricerca?

Personalmente, ho realizzato la mia parte di ricerca di luoghi da proporre a Massimo ed a Bompiani nella Biblioteca Nacional de España essendo che vivo a Madrid da tanti anni. Ho consultato libri antichi e non e condiviso una lista di storie che ritenevo interessanti e che mi sarebbe piaciuto disegnare.

Il mistero incuriosisce ma secondo te fa anche paura se rimane irrisolto?

Troverei estremamente noioso un mondo in cui non esistessero più misteri irrisolti. Personalmente credo che gli enigmi siano degli stimoli grandissimi per la fantasia e la creatività, forse è proprio per questo che adoro rappresentarli visivamente. Evocare qualcosa di inevocabile e raccontare qualcosa che non ci racconta se stesso è un esercizio creativo e, in un secondo momento, una grande soddisfazione.

I tuoi disegni hanno colori antichi ma un tratto moderno, hai usato questa tecnica per esprimere quanto i misteri siano attuali e mai passati di moda?

Quando affronto un’immagine che racconta un mistero come quelli raccolti nell’Atlante, non voglio rappresentare una scena storica del passato né le rovine del luogo così come ci appaiono in questo momento. Il mio obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra ciò che era, ciò che è successo in quel luogo e ciò che è ora. In questo senso non rappresento né il passato né il presente. Rappresento il mistero di quel luogo così come lo immagino. Cerco scene atemporali e sospese.

Per disegnare i luoghi e i ritrovamenti come hai proceduto? Ti sei basato su ricerche dirette o ti sei anche luoghi misteriosilasciato andare a un guizzo di fantasia?

Quello che sappiamo del passato è solo una parte infinitesimale. Frequentando la scuola abbiamo l’impressione che la storia sia un quadro chiaro e che conosciamo piuttosto bene. Non è così. 
Nel mio lavoro ho dovuto riempire quei tasselli mancanti che mi si presentavano necessariamente, con la mia sensibilità. Come si vestiva un abitante di Göbekli Tepe? Che armi portavano con se i soldati dell’armata perduta di Cambise? Come appariva Cahokia, una vera e propria città costruita dagli indiani del Nord America?
Di fronte a questo approccio non possiamo fare altro che effettuare ricerche e paragoni con popoli, architetture o luoghi simili a quelli descritti. Il mio approccio tuttavia non è stato quello di cercare di riproporre fedelmente particolari aspetti storici dei luoghi di cui parla L’Atlante.
 Io rappresento la suggestione che un mistero ha su di me. Cerco di evocare e non di descrivere. 

luoghi misteriosiL'Atlante copre tutto il mondo ci sono luoghi e misteri ai quali ti senti più legato?

Da artista la scelta è quasi scontata: Lascaux, il noto complesso di grotte del sud della Francia famoso per le sue pitture rupestri.
Quale impulso ha spinto l’uomo del paleolitico a realizzare le circa 6000 figure che decorano le pareti delle caverne? 
La qualità dei disegni, al contrario di quello che potremmo pensare, è molto raffinata. Vi è in essi una sintesi delle forme tutt’altro che banale o scontata. Chi ha realizzato quei lavori era qualcuno che sapeva osservare, sapeva ricordare e sapeva disegnare. Qualcuno che per qualche ragione era spinto a fare ciò che fece, qualcuno che ci insegna che l’arte è antica come l’uomo. Evidentemente è necessaria.

 Da illustratore che rapporto hai con l'elemento misterioso? Quanto è difficile e anche affascinante disegnare qualcosa di misterioso e oscuro?

Vorrei rispondere con la citazione scelta per introdurre il primo dei due Atlanti dei misteri perché non saprei trovare una sintesi migliore di ciò che rappresentano questi misteri per me.

All'uomo sensibile e immaginoso, che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo ed immaginando, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi. Egli vedrà cogli occhi una torre, una campagna; udrà cogli orecchi un suono d'una campana; e nel tempo stesso coll'immaginazione vedrà un'altra torre, un'altra campagna, udrà un altro suono. In questo secondo genere di obbiettivi sta tutto il bello e il piacevole delle cose. Trista quella vita (ed è pur tale la vita comunemente) che non vede, non ode, non sente se non che oggetti semplici, quelli soli di cui gli occhi, gli orecchi e gli altri sentimenti ricevono la sensazione.”
Giacomo Leopardi 

Titolo:: ATLANTE DEI LUOGHI MISTERIOSI
Autori: MASSIMO POLIDORI E FRANCESCO BONGIORNI
Editore: BOMPIANI
Prezzo: euro 25.00
Intervista di Cristina Marra

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