TRIONFA “TAXI A DUE PIAZZE” AL TEATRO TIRSO DI ROMA

MA CHE FATICA GESTIRE DUE FAMIGLIE.

di Salvatore Scirè11/04/2019
Visto e recensito
taxi a due piazze tirso Roma. Questa commedia, risalente al 1983, vista oggi, in un’epoca dominata dagli smartphone e altre diavolerie simili, potrebbe essere definita, a mo’ di sotto titolo, come “la rivincita del telefono fisso”.

Tutto il lavoro, infatti, si basa sull’incessante squillare di apparecchi a cornetta tra due appartamenti diversi, tra più persone che chiamano aspettandosi che gli risponda qualcuno, ma spesso non va esattamente nel modo sperato. Il perché è presto detto: i due appartamenti appartengono a un tale signor Mario Rossi , di professione tassista, che ha comprato due case non per puro investimento, ma per viverci due vite parallele, con due mogli diverse! Ovviamente all’insaputa l’una dell’altra! Compito non facile, certamente, ma agevolato dal fatto che guidare il taxi comporta turni strani, notti, trasferte, straordinari etc. etc.

Grazie alla complicità di un amico, l’impossibile  diventa più fattibile, finché l’ “eroico” conducente non rimane coinvolto in un colorito fatto di cronaca e, trasportato in ospedale, fornisce due indirizzi, facendo scattare  l’allarme, anzi, il doppio allarme: le due mogli, infatti, denunciano a due diversi commissariati di polizia la scomparsa dei rispettivi mariti, che però sono la stessa persona.

Ed è questa la geniale idea che sta alla base di una commedia, risalente al 1983 e scritta dal bravissimo commediografo inglese Ray Cooney, molto ben tradotta e magnificamente adattata alla nostra realtà. Una commedia che si gioca interamente sugli equivoci e sul sovrapporsi incessante di fatti, situazioni e personaggi, dando luogo a un mucchio di risate, dall’inizio alla fine. Ci sarebbe da chiedersi come l’avrebbe concepita, Cooney in “epoca di cellulari”...!

La storia è abbastanza nota e apprezzata: ricordiamo solo che a Londra è rimasta in scena per 9 anni di seguito!

Parliamo allora della messa in scena curata da Matteo Vacca al Tirso de Molina. Uno strordinario Matteo Vacca non solo ne cura  la regia, ma dà anche vita a uno stupefacente Mario Rossi, con tempi comici perfetti e una caratterizzazione superlativa: l’uomo “qualunque”, insospettabile, semplice, che “si costruisce” una duplice vita!

Può contare sulla esilarante e travolgente comicità di Alessandro Tirocchi (nel ruolo dell’amico e complice Walter Fattori, nonché vicino di casa di Carla, una delle due mogli).

A proposito di mogli, una è rappresentata dalla strepitosa Ketty Roselli (grintosa e decisa nel ruolo di Barbara), l’altra, Carla, un po’ più ingenua, ottimamente interpretata da Morgana Giovannetti.

E veniamo ora alle forze dell’ordine coinvolte in questa paradossale storia: Marco Morandi dà vita a un simpaticissimo agente Percuoco, scattante e pieno di tic curiosi, mentre Maurizio Di Carmine fa rivivere sulla scena l’Agente Ferroni, un bravo cristiano che prende a cuore la situazione e cerca di dipanare la matassa. Inutile dire, che lo zelo dei due investigatori darà luogo a non pochi colpi di scena e patemi d’animo al povero signor Rossi!

Ed infine, Giancarlo Porcari è Bobby, un eccentrico stilista venuto ad abitare al piano di sopra col suo compagno... dando spunto ad altri elementi di comicità.
Una regia, nel complesso, risulta assai dinamica e brillante, ben curata, ricca di trovate e di gags.
Nel complesso, abbiamo assistito a uno spettacolo di forte impatto comico, ideale per passare una serata in leggerezza e in allegria. Uno spettacolo da non perdere!
 
Fino  al 14 aprile 2019 
Teatro Tirso De Molina,
via Tirso 89 – Roma
Info: 06.8411827

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