TADDARITE (OVVERO PIPISTRELLI) AL SALA UMBERTO DI ROMA

IL VELO DEL SILENZIO, DEL PUDORE, DELLE BUGIE VIENE SQUARCIATO DA UN VORTICE DI CONFESSIONI E DALL’ESPLOSIONE DI EMOZIONI.

di Salvatore Scirè04/12/2021
Visto e recensito
finocchiaroRoma. Sapore di Sicilia al Teatro Sala Umberto di Roma, dove è andato in scena Taddarite uno spettacolo di grande impatto emozionale, specialmente apprezzato da chi ha origini siciliane ed è quindi in grado di apprezzarne totalmente tutte le sfumature linguistiche del “dialetto”, che costituiscono un valore aggiunto in assoluto al testo.   

Per prima cosa, spieghiamo il titolo: le “taddarite” non sono altro che i pipistrelli, i classici animali notturni. E difatti, la rappresentazione costituisce il racconto di una notte molto speciale, una notte in cui tre sorelle, Maria, Franca e Rosa, snocciolano rosari e requiem per Carmelo, marito di Maria, da poco deceduto.

Vestite di nero, come da rigorosa tradizione antica, le tre sorelle pregano e piangono, accogliendo parenti, amici e vicini di casa, che vengono a rendere omaggio al defunto. Però, non appena la gente si allontana, smettono immediatamente di piangere e disperarsi: e si scopre così che tutte e tre stavano semplicemente fingendo! Anzi, la scomparsa di Carmelo, marito-despota,  ha rappresentato una vera e propria forma di liberazione, per Maria; e dai dialoghi, emerge una verità del tutto inattesa: quella di tre matrimoni celebrati con altrettanti uomini sbagliati; e in questa nottata, finalmente,  le tre sorelle si dicono delle cose che non avevano mai avuto il coraggio di rivelarsi: “Il velo del silenzio, del pudore, delle bugie viene squarciato da un vortice di confessioni e dall’esplosione di emozioni, in un chiacchiericcio di musicalità e pungente ironia le donne vengono trascinate in un’atmosfera surreale”.

Con queste parole Luana Rondinelli, Autrice, nonché regista e coprotagonista dell’atto unico, racconta la dinamica emozionale che domina tutta la pièce, alla cui base si colloca una “grottesca e ilare visione drammatica della vita di queste donne, che hanno finalmente il coraggio di affrontare con sarcasmo le violenze che non avevano mai osato confessare.”

Una storia di donne che hanno sempre subito, ma che finalmente, fingendo di piangere sulla salma di Carmelo, rivelano tutta la loro voglia di riscatto, di ritrovarsi, di reagire.
In definitiva, una bella storia, ben scritta e ben interpretata dalle tre protagoniste, le bravissime Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza e Luana Rondinelli. Una storia che racconta con efficaci pennellate il sapore di Sicilia, di una Sicilia di altri tempi, ovviamente, ma arricchita dal sapiente uso del linguaggio dialettale, dai richiami alle antiche tradizioni, dal canto di antiche nenie, come la “canzone di Sant’Antonino”. 

Un atto unico in cui alla realtà del racconto scenico si alternano dei ricordi, dei flashback ben costruiti, riuscendo spesso e volentieri a infarcire di paradossale comicità una situazione di per sé drammatica, come drammatica può e sa essere la morte! In altre parole, abbiamo assistito  a un bel lavoro,  interessante e fruibile, accolto con grande interesse ed entusiasmo dal pubblico presente in sala!
 
 fino al 5 dicembre 2021
Teatro SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 – Roma
Info: 0680687231/ 06.6794753
www.salaumberto.com         
 

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