SI SAPEVA DELL’ESISTENZA DEL CORONAVIRUS IN CINA GIA' DAL GIUGNO 2019

COME ANNUNCIATO DAL REPORTER ALESSANDRO LISCI, LA MINACCIA DEL VIRUS ERA GIA' A CONOSCENZA DELLE AUTORITÀ SVIZZERE

di Vito Bruschini10/04/2020
Covid -19
alessandro lisci covit 19Roma. La strage dunque poteva essere evitata o comunque tenuta sotto controllo.

L’annuncio che il Coronavirus cinese era già una minaccia per il mondo sin dal giugno 2019, è stata resa pubblica una prima volta dal fotoreporter romano Alessandro Lisci in un’intervista ai microfoni di RadioRadio del 7 aprile 2020. Lisci ha raccontato di aver letto, sul sito dell’ambasciata svizzera nei “consigli di viaggio per la Cina”, che «Il consiglio federale sconsiglia i viaggi all’estero non urgenti fino a nuovo avviso», e proseguiva consigliando di «verificare presso l’ambasciata del Paese di destinazione in Svizzera se ci sono restrizioni d’ingresso o se ci sono restrizioni all’interno del Paese».

Un'esplicita raccomandazione dunque a informarsi sulla situazione sanitaria cinese. Non parlava espressamente di coronavirus, ma comunque di allarme sanitario. Il noto vaticanista Giuseppe Rusconi, dopo aver visionato i documenti forniti da Berna, ha confermato l’allarme.

Dunque già da giugno dello scorso anno c’era una nota d’attenzione su una probabile epidemia virale. Peccato che il tutto sia stato nascosto dalla diplomazia cinese fino all’evidenza dei numerosi focolai scoppiati a febbraio.

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