“REINCARNAZIONI” GRANDE PROVA D’ATTORE DI MARCO DI STEFANO E DEL SUO TEATRO DIGITALE

OPERAZIONE VINCENTE, UN ESPERIMENTO CHE FARÀ SCUOLA, IL TEATRO DIVENTA DIGITALE GRAZIE AL TEATRO NUOVO DI PISA..

di Vito Bruschini18/01/2021
Visto e recensito
reincarnazioni marco di stefanoRoma. «Ma non è la prima volta che il web porta il teatro nelle nostre case», reclamerà qualcuno. È vero, Reincarnazioni non è la prima operazione del genere, eppure questa volta Marco Di Stefano che ha recitato e la regista Tanya Khabarova che lo ha diretto, hanno compiuto un piccolo miracolo: a noi che guardavamo da casa ci sembrava di essere seduti in prima fila su una poltrona del Teatro Nuovo di Pisa che ha sostenuto e realizzato questa operazione. Perché abbiamo avuto questa sensazione? Niente avviene per caso, neppure i miracoli.

Marco Di Stefano ha scelto molto oculatamente il testo di Adriano Vianello, l’autore televisivo, scomparso purtroppo alcuni anni fa in giovane età, già collaboratore di Pippo Baudo. La storia è quella di un ultimo tra gli ultimi: un soldatino, un fantaccino, si sarebbe detto una volta, che al riparo di un avamposto (al freddo polare, come sotto il sole cocente del deserto, o nel vuoto siderale dello spazio), deve fare la guardia, mentre i suoi generali mangiano miele e bevono vino nelle loro confortevoli tende. reincarnazioni marco di stefano

Siamo testimoni così delle sue lamentele, ora feroci, ora ironiche, contro la sfortuna di esser nato e predestinato dalla sorte a servire e morire per gli stupidi ordini di inetti generali. Prega gli dei che almeno il figlio venga sottratto a quel terribile destino.

La supplica si ripete ineluttabile nel corso dei secoli e così della preistoria l’uomo a guardia della caverna, passa il suo testimone all’oplita della guerra di Troia e poi al miles di Cesare e via via fino al momento più struggente dell’intera pièce, quando il nostro povero militare, nella trincea della Prima guerra Mondiale viene mandato alla sbaraglio come carne da macello da generali tronfi, incapaci  e senza alcun riguardo per le vite umane.

L’attualità di questa storia ce la ritroviamo sotto gli occhi ancora oggi, sfogliando il giornale, che c’informa che i quattro alpini fucilati come disertori erano stati in realtà dei martiri. Il gioco delle reincarnazioni si spinge fin nel futuro, quando un povero cristo deve fare la guardia a un asteroide soltanto perché contiene armi psicotiche che, pur essendo ormai sorpassate, però debbono continuare a essere sorvegliate.

La drammaticità della pièce si stempera grazie alla straordinaria bravura di Marco Di Stefano che ci regala momenti di sottile ironia.

Ma veniamo ora al perché alla regista Tanya Khabarova e a Marco DI Stefano sia riuscita quella magia di cui parlavamo all’inizio e che non abbiamo trovato in altre operazioni di streaming.

Dicevamo che niente nell’arte viene affidato al caso. E la spiegazione è semplice, come tutte le cose geniali: Marco è riuscito a entrare nei nostri salotti e a regalarci la magia del Teatro (T maiuscola) perché è riuscito a instaurare sin dall’inizio un rapporto diretto con la telecamera. Ci guardava negli occhi, ha fatto scomparire l’ambiente intorno a noi e ci ha magicamente trasportati nel suo teatro annullando la convenzione della quarta parete e del rapporto attore-pubblico. Lui era con noi oppure noi eravamo lì con lui. Difficile da spiegare, per questo si chiamano “magie”.

Nell’operazione è stato indubbiamente anche molto aiutato dal testo di Vianello.

L’accompagnamento musicale (che in genere a teatro non approvo) qui era perfetto, grazie alla discrezione del Maestro Antonio Ferdinando Di Stefano. Insomma, come spesso avviene una serie di circostanze hanno fatto il miracolo ed è quello a cui abbiamo assistito con piacere in tempi così anomali, dove questa pandemia sta cercando di uccidere il Teatro. Ma ancora una volta il Teatro vince, risorge dalle sue ceneri perché il Teatro è la rappresentazione stessa della vita e la vita non può finire, ma ogni volta la dobbiamo reinventare, perciò diciamo grazie a Marco Di Stefano e a tutti i suoi collaboratori.
REINCARNAZIONI
di Adriano Vianello
Interprete: Marco Di Stefano
Regia: Tanya Khabarova
Musiche: Antonio Ferdinando Di Stefano
Luci: Attila Horvath
Organizzazione Teatro Nuovo di Pisa

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