“MOSTELLARIA” LA COMMEDIA DOVE È TUTTO INIZIATO.

LA COMPAGNIA CASTALIA DI VINCENZO ZINGARO, AFFIATATA COME GLI INGRANAGGI DI UN OROLOGIO SVIZZERO, CI RIPORTA ALLE ORIGINI DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA.

di Vito Bruschini25/03/2022
Visto e recensito
MOSTELLARIARoma. Avete ancora tre giorni (fino al 27 marzo) per assistere e divertirvi da matti con questa commedia di Plauto, forse la più famosa, ma sicuramente la più spassosa.

Mostellaria è ancora in scena al Teatro Arcobaleno, il Centro Stabile del Classico diretto da Vincenzo Zingaro, giovane teatrante, ma di vecchio stampo, che da trent’anni porta avanti (forse unico in Italia e quindi diremmo nel mondo) un proprio personalissimo discorso sul Teatro Classico (attenti alle maiuscole) con lo scopo di non far morire o dimenticare le nostre origini culturali.

Le commedie sono adattate sì ai nuovi ritmi della messinscena moderna, ma con una adesione al testo originale che direi quasi parossistica e comunque con una precisione e fedeltà filologica straordinarie. La dimostrazione dimostrata è che incontrano sempre il favore del pubblico che non soltanto si diverte, ma ritrova, negli antichi intrecci, le stesse situazioni e personaggi della moderna “commedia all’italiana” cinematografica. Qui insomma, oltre duemila anni fa, è iniziato il nostro sapere culturale e Vincenzo Zingaro, come un coscienzioso archeologo, ci porta ogni volta alla sua scoperta. Non è un caso che il Teatro di Zingaro sia stato persino scandagliato in due tesi di laurea alla Sapienza di Roma.
Anche questa “Mostellaria, la Commedia del Fantasma” ci riporta ai ritmi, agli equivoci, alle burle della tipica commedia.MOSTELLARIA

La storia è quella di Trappola (attenzione, i nomi sono stati tutti riadattati da Zingaro), il servo astuto e burlone, che annoda le fila della vicenda trascinandole con i ritmi e la velocità di un treno e simile a una infaticabile locomotiva è il bravissimo Piero Sarpa che interpreta Trappola (il nome è tutto un programma) nel raggirare i vari personaggi della storia. Trappola, quando viene a sapere che il vecchio padrone è di ritorno da un lungo viaggio, s’inventa di tutto (persino i fantasmi) per impedirgli di entrare nella propria casa, occupata dal figlio che ha sperperato il suo patrimonio in banchetti e donnine di facili costumi. Il buon Azzeccatutto, interpretato da un frastornato Ugo Cardinali (altra colonna della compagnia Castalia), prigioniero della sua superstizione, sembra volerci credere, ma… parte da qui tutta una serie di equivoci e ribaltamenti dei ruoli che è poi l’assunto principale dell’opera plautina, quello cioè della ribellione e dello scavalcamento dei ruoli nei confronti di coloro che detengono il potere (i padri per i giovani e i padroni per i servi) cosicché giovani e servi (almeno sulle tavole di un palcoscenico) sono loro a comandare e a gestire gli avvenimenti, anche se poi la necessità di rimettere le cose al loro giusto posto impone una riconciliazione: giovani e servi verranno perdonati per la loro follia di un giorno facendoli rientrare nei rispettivi ranghi. Sapiente analogia della vita reale.

MOSTELLARIALa Compagnia Castalia di Vincenzo Zingaro è tornata sul palcoscenico dopo due anni di pandemia. Per loro e il loro appassionato pubblico è stato un momento di vera commozione.

Ritrovarci in sala, dopo le restrizioni causate dal covid, sembrava una vera liberazione… anche se ben altre preoccupazioni stanno prendendo il posto dell’odiato virus. Dobbiamo rilevare che dopo due anni la Castalia non ha perduto un grammo del suo smalto. Tutto l’ensemble degli attori fa girare la commedia con la fluidità di un orologio svizzero.

È un meccanismo dai ritmi vertiginosi dove tutti mostrano un affiatamento che rende godibile ogni quadro della storia, sottolineata spesso da godibili e intelligenti trovate registiche (il vaticinio, l’arrivo del fantasma, l’orgia).

S’inizia con un dirompente e rumoroso festino organizzato dal giovane Fiordamore, interpretato da Riccardo Graziosi perfettamente calato nel suo ruolo. Esilaranti nei rispettivi pluripersonaggi Rocco Militano (è Nasabbecco e Zolla)  e Fabrizio Passerini (fa Rubacuori e Schifaquattrini). Completano la compagnia Laura De Angelis, irriconoscibile nell’ironica e straordinaria Barcaccia e la dirompente Annalena Lombardi, fantastica e simpaticissima Baciucchiella, la donnina di facili costumi. Insomma si ride molto e ci si diverte alle imprese dello scaltro servo. Nessuno si risparmia, c’è tanta voglia di vivere, si torna a calcare le tavole di un palcoscenico. Forza gente, che la vita riprenda, malgrado tutto… come in questa Mostellaria!
La Compagnia CASTALIA
in collaborazione con la Compagnia MAURI/STURNO presenta
MOSTELLARIA (La Commedia del fantasma) di T. M. Plauto
Adattamento e Regia Vincenzo Zingaro
Con Ugo Cardinali, Piero Sarpa, Rocco Militano, Riccardo Graziosi, Fabrizio Passerini, Annalena Lombardi, Laura De Angelis
Musiche Giovanni Zappalorto - Scene Vincenzo Zingaro - Costumi Emiliana Di Rubbo - Disegno Luci Giovanna Venzi - Maschere Carboni Studio
TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico)
Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
Tel./ Fax 06.44248154 – Tel. 06. 4402719
e-mail: info@teatroarcobaleno.it - sito: www.teatroarcobaleno.it
Biglietti: Intero € 21,00 (prevendita €1) - Ridotto € 17,00 (prevendita €1)
Ridotto studenti € 14,00 (prevendita €1) - Ridotto bambini € 10,00
venerdì e sabato ore 21,00 – domenica ore 17,30
 
 

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