MARIA ROSARIA OMAGGIO E IL SUO AMORE PER GLI ANIMALI

“VERRÀ IL GIORNO IN CUI UOMINI GUARDERANNO ALL’UCCISIONE DI UN ANIMALE COME A QUELLA DI UN UOMO” (LEONARDO DA VINCI)

di Alma Daddario06/04/2021
Intervista
maria rosaria omaggioDa secoli in molti, intellettuali e non, si sono pronunciati contro l'attività venatoria, alcuni cacciatori pentiti come Lev Tolstoj per esempio. Come commenteresti la sua affermazione: “La caccia non è che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e col grado di sviluppo a cui ci crediamo arrivati”.
 
Avrò avuto tre, quattro anni, quando i miei mi portarono in campagna in visita alla famiglia della mia tata. Probabilmente fu lì che per la prima volta vidi da vicino tanti animali, che non fossero cani, gatti o cavalli. La scrofa aveva da poco partorito tre maialini e, mentre due erano attaccati alle mammelle per suggere il latte della madre, un terzo faticava a farlo. Mi hanno aiutata ad aiutarlo, tanto che ricordo ancora il mio stupore nel sentir pungere le manine. Non era così liscio come i giocattoli! Fui così fiera di questo gesto da averne ancora un ricordo vivido. Ma, purtroppo, ricordo bene anche che la domenica all’alba fui svegliata da grida che mi terrorizzarono. Mi fu spiegato che non dovevo preoccuparmi: era stata uccisa la scrofa e uno dei tre maialini “da latte”. Avremmo così avuto carne e prosciutto e deliziose salsicce per farmi crescere. Ho pianto fino al ritorno a casa. Inutile raccontare che anni dopo, a Ischia, fu stufato un coniglietto con cui giocavo. Da quel giorno non c’è stato più verso di farmi mangiare carne. Nell’adolescenza mi vergognavo un po’persino a dire che non mangiavo carne e cercavo di fingere, poi i tempi sono cambiati. Naturalmente oltre ad essere contraria agli allevamenti intensivi, sono contraria anche alla caccia di animali selvatici liberi in natura.
 
La contrarietà alla caccia può essere collegabile con l'antispecismo e l'antirazzismo?
 
Probabilmente sì, ma è ancora più grave che la tradizione ce lo racconti come qualcosa di eroico, di ludico, se non addirittura sportivo!maria rosaria omaggio
 
Questo che da alcuni viene considerato uno sport, comporta anche rischi per gli umani, stando all'elevato numero di incidenti di caccia, senza contare l'inquinamento dei territori che vengono contaminati dai residui di cartucce e altri materiali. Commenti?
 
Non c’è dubbio, però questo è un fatto che qualcuno potrebbe ovviare con l’obbligo di raccogliere i residui, come accade persino in città per i proprietari di cani. Credo sia molto più importante un’educazione alimentare. L’uomo da tempo, salvo forse per rare comunità aborigene, non vive più allo stato nomade con l’obbligo di sopravvivere. E Madre Natura ci continua a dare chiari segnali di ribellione all’abuso che abbiamo fatto e continuiamo a fare dell’equilibrio ecologico.
 
Il fatto che ogni regione agisca in maniera autonoma nella gestione della fauna selvatica può rappresentare un fatto positivo o sarebbe meglio che il legislatore di riferimento fosse il governo centrale?
 
Non so esattamente come funzioni in termini legislativi, ma per buon senso dovrebbero interagire. Ovvero una chiara normativa governativa, messa in pratica dalle regioni.  Qualcuno, ad esempio, mi dice che l’abbattimento dei cinghiali è indispensabile, perché hanno invaso luoghi abitati. Oppure che alcuni stormi danneggiano gravemente anche importanti luoghi archeologici. Rispondo che esistono altri metodi oltre all’abbattimento, che consentono la gestione della fauna selvatica, e che è altrettanto grave il maltrattamento di animali allevati in batteria, e solo per la macellazione. Mi auguro che il nuovo Ministero della transizione ecologica possa occuparsi anche di questi problemi.
 
Dopo tanti anni, il Movimento Indipendente “Ora rispetto per tutti gli animali” ha depositato una richiesta referendaria per l'abolizione della caccia su tutto il territorio proprio in questi giorni. Cosa ne pensi, e cosa auspicheresti?
 
Dal mio racconto iniziale, appare chiaro che non possa che essere a favore di questa iniziativa, mi pare che da circa trent’anni non si parlava di un referendum, ben venga questa proposta dunque. Oltre ad abolire la caccia, vieterei la costruzione delle armi. Quando feci “Chiamalavita”, spettacolo concerto da Calvino sui bambini soldato, rimasi scioccata quando appresi che l’Italia è tra i migliori e maggiori produttori di armi.
 
Trovi che una corretta informazione – da parte dei media – possa portare a una maggiore consapevolezza del fatto che gli animali siano esseri senzienti da rispettare?
 
Già accade per fortuna, ma visto che “i bambini sono gli adulti di domani”, come ripeto sempre quando intervengo come Ambasciatrice Unicef, una corretta informazione è fondamentale.
 
Credi sarebbe utile coinvolgere in tal senso anche insegnanti e famiglie?
 
Assolutamente sì. 
Ti saluto con questo breve ricordo. Durante il lockdown, nonostante io abiti in centro, molti uccellini sono arrivati sul mio balcone. In un angolo poggiai un mattone dove mettere da mangiare. Ancora oggi, arrivano puntuali e… come protestano se non ho fatto in tempo a metterci quel che si aspettano!
 
  
Maria Rosaria Omaggio
è un'attrice, regista e scrittrice italiana, che lavora attivamente anche all’estero. Ha interpretato 35 film per il cinema, circa 40 serie per la televisione, 75 spettacoli teatrali, 20 programmi radiofonici, pubblicato 6 dischi e 7 libri, ha girato vari documentari, un cortometraggio, diretto vari spettacoli di prosa e 4 opere liriche. Ha ricevuto 45 premi nazionali e internazionali. Considerata l’interprete ideale di Oriana Fallaci, per il film “Walesa, l’uomo della speranza”, del premio Oscar polacco Andrzej Wajda, riceve tra gli altri il premio Pasinetti alla LXX Mostra del cinema di Venezia. Ha dato voce in radio e negli audiolibri “La rabbia e l’orgoglio” e “Se nascerai donna”. In teatro ha ideato e interpreta “Le parole di Oriana in concerto”, spettacolo andato in onda su Rai5 e su RAI play e in scena a fine gennaio 2020 anche a New York. L’ultimo libro è “Il linguaggio di cristalli, gemme e metalli” per Edizioni Mediterranee.

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