“L’ORO DEI MEDICI” DI PATRIZIA DEBICKE, UN THRILLER PER GLI APPASSIONATI DI STORIA

PERFETTO IMPIANTO NARRATIVO AMBIENTATO NEL RINASCIMENTO, INTRISO DI ELEMENTI MISTERIOSI -

di Cristina Marra 11/07/2018
Intervista
l'oro dei mediciÈ definita la Signora del Cinquecento e per come lo racconta sembra che in quel secolo ci abbia vissuto davvero, Patrizia Debicke, autrice di thriller e gialli storici, tornata in libreria con la nuova edizione di “L’oro dei Medici”(Tea). Dettagli storici, arte, cultura, intrighi e indagini si sposano a una profonda conoscenza  delle città, delle abitudini e del linguaggio del periodo e rendono la lettura un vero viaggio nel tempo grazie al talento di Debicke,che racconta da testimone i fatti e il modo di vivere dell’Italia nella seconda metà del Cinquecento. Sicura e imperterrita nella sua scrittura fluida e accattivante, l’autrice non trascura i particolari nella ricostruzione storico sociale del nostro Paese nell’età medicea e i suoi occhi e orecchie diventano parole e storie. Il grande impianto narrativo storico si arricchisce di elementi gialli ed emerge la figura di Giovanni de’ Medici, abile diplomatico e difensore dell’oro che rischia di essere sottratto alla sua famiglia. Uomo colto, affascinante, coraggioso e amante dell’arte e della musica ne “L’oro dei Medici” diventa il protagonista di un’avventurosa caccia ai complottisti che mirano ad appropriarsi dei beni ed estinguere il potere economico del Granducato di Toscana.  

Patrizia, hai iniziato a scrivere thriller storici nel 2005 e hai scelto il Cinquecento. E' stata la famiglia de Medici ad affascinarti e a spingerti a dedicarti alla narrativa?                            Forse sì, avendo vissuto per anni a Firenze ero imbevuta di storia medicea e  mi incuriosiva approfondire  la parte della lunga epopea cittadina, nazionale e internazionale  della famiglia, legata al loro secondo grande periodo di dominio su Firenze che culminò nel Granducato. Ma soprattutto questo mi consentiva  di raccontare un periodo di grandi rivoluzioni mondiali religiose, culturali e non.  Un periodo  dove l’arte, architettura, scultura, pittura  con l’A maiuscola fanno da padroni, in cui si combattono grandi e sanguinose guerre  fratricide, ma un secolo di continue  e immense scoperte con il massimo  sviluppo intellettuale dovuto anche al libro stampato. Prima le biblioteche e dunque la cultura  erano riservate solo ai conventi o ai Grandi uomini, papi  o famiglie che fossero.   
 
Con "L'oro dei Medici" ritorna in una nuova edizione la trilogia dedicata al Granducato di Toscana. Quanto è attuale ancora la storia  dei Medici?  Attualissima direi. Abbiamo oggi a oltre cinque secoli di distanza una società basata su principi praticamente identici: sopraffazione, potere, cambio di rotta, corruzione in mano a pochi anzi  pochissimi controllori internazionali che anche economicamente sembrano poter fare la storia. Come ho già detto, la grandissima forza del Medici nel 1500 è stata di  essere sì i signori di uno stato ma soprattutto di governare una potentissima multinazionale con ramificazioni e interessi economici ovunque in Europa e altrove.  
 
La figura di Giovanni De' Medici affascinante e abile stratega e diplomatico ma anche amante dell'opera e dell'arte, sembra una figura nata per diventare protagonista della fiction narrativa?
Potrebbe senz’altro e mi piacerebbe molto, ma dovrebbe piacere anche ai colossi del settore. Oggi i costi di produzione di un buon serial in costume sono molto elevati e solo sostenibili dai grandi circuiti internazionali come quelli che faranno uscire la seconda stagione Medici a settembre uno spin off  incentrato sul Magnifico.

Ricostruzione storica ed elementi thriller ma anche tanta arte e ricerca del linguaggio. La tua è una full immersione nell'epoca? Come mescoli finzione e realtà?
Bisogna immergersi completamente nell’epoca, ideale sarebbe avere la macchina del tempo e trasferircisi. Mah?  Ma comunque per una buona ricostruzione bisogna disporre di tutti i dati reperibili e servirsene con moderazione, facendolo filtrare tra le pagine o servendosene come scenario. Il linguaggio che utilizzo è un’attualizzazione comprensibile di quello in uso all’epoca con un certo sapore di arcaicità che credo lo renda stuzzicante. E per riuscire a mischiare bene, e io spero di farlo, finzione e realtà occorre scegliere un momento storico plausibile in cui inserire la storia e poi far sì che il lettore sia costretto ad andare a controllare sui libri o i vocabolari ciò che è vero e ciò che è stato inventato.l'oro dei medici

Firenze, Livorno, Ajaccio. Don Giovanni le tocca per sventare il complotto. Quanto sono importanti queste città  in quel periodo storico?
Firenze la ricca, opulenta capitale del Granducato fa la parte del leone con i suoi palazzi, i monumenti, i ricevimenti e le opere d’arte. Livorno è il must, la citta che l’emanazione delle geniali  Livornine  (una serie di privilegi con cui si invitavano nella nuova città mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Greci, Todeschi et Italiani, Hebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani et altri, con le garanzie di libertà religiosa, amnistia, con alcune eccezioni, tra le quali l'assassinio e la falsa moneta, e  la protezione dall'Inquisizione) promulgate da  Ferdinando I, trasformò in un ricchissimo porto franco apportatore di denaro e ricchissimi commerci alla Toscana. Ajaccio, capitale della Corsica, all’epoca del romanzo è ritornata  alla Repubblica di Genova e spesso diventa  lo scalo obbligato per chi fa rotta nel Tirreno anche verso la Francia.
 
Intrighi ma anche tante avventure, ti diverte inserire ironia e colore nei tuoi thriller?
Secondo me  quando si scrive di thriller e gialli storici bisogna rispolverare tante “dumasiane” memorie  ma  senza magari  dimenticare certi richiami a Dickens, a  Victor Hugo a Walter Scott e infilare nella narrazione un bel mixer di intrighi, sospetti, avventura, passione e  suspence, senza mai dimenticare però un pizzico di ironia: indispensabile spezia che da sapore al piatto.
 
Il Cinquecento è stato un secolo di grandi splendori culturali e artistici e di grandi cambiamenti storico-politici ma è stato un secolo anche di grandi crudeltà?
Di mostruose crudeltà,  tuttavia a conti fatti né più né meno per altro di tutti i secoli precedenti e i successivi.  Ricordiamoci che  il Cinquecento è anche il secolo delle peggiori incursioni saracene che bagnavano di sangue le coste mediterranee. Con una falsa cornice di cavalleria si commettevano esecrabile omicidi, cotntinui tradimenti…  Si potrebbe continuare all’infinito e poi: esecuzioni, barbari delitti, torture inimmaginabili, stupri, stermini di massa, ma niente cambia o ha insegnato qualcosa  e così sarà anche in seguito. Non dimentichiamo gli orrori delle guerre del XVI, XVII, XVIII, IX  e XX secolo. E anche nel XXI  mi pare che non scherziamo proprio.
 
Quando decidi di iniziare un nuovo romanzo, da dove parte il tuo lavoro di ricerca?
Di solito dal protagonista che ho scelto, sia vero o inventato, che mi dà il là con un progetto narrativo, poi devo trovare il buco nero in un punto della storia dove infilare plausibilmente la mia trama e quindi tanta certosina pazienza per ricostruirgli intorno la vita quotidiana di allora.
Sei autrice anche di una serialità, ti piace legarti a un protagonista? Abbastanza francamente, l’ho fatto con Don Giovanni de’ Medici e con Julius von Hertenstein in La Sentinella del papa. Può anche semplificare il lavoro dello scrittore e magari affezionare, il pubblico se il personaggio ha spessore. E oggi è importante creare una filo diretto con i lettori. Tuttavia mi piace anche cambiare rotta come ho fatto con il mio L’uomo dagli occhi glauchi.

Sei considerata la signora del 500, quanto hai ancora da raccontare di questo secolo?
Avrei tanto da raccontare, la storia di per sé è il miglior thriller. E dunque, dicevo, tanto ma così tanto che nessun tempo potrebbe bastare.

“L’oro dei Medici”
Patrizia Debicke Van Der  Noot
EDITORE TEA
Pagine 348
PREZZO euro 13,00

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