IN RICORDO DEL MAESTRO MARIO PROSPERI E DELL’ESPERIENZA DEL TEATRO POLITECNICO

“E’ NEI PICCOLI TEATRI CHE SI PERCEPISCE IL VOLTO DEGLI ATTORI, IL LORO RESPIRO E TREMORE” (MARIO PROSPERI)

di Alma Daddario30/05/2022
Incontri
mario prosperiRoma. L'esperienza del teatro Politecnico punto di riferimento epocale per le avanguardie romane nel nome dell'interdisciplinarietà delle arti performative: un evento in ricordo di Mario Prosperi, tra i maestri più significativi del teatro contemporaneo italiano
 
Il nome di Mario Prosperi è collegato inevitabilmente all'epopea dell'avanguardia romana. Drammaturgo, intellettuale illuminato e direttore artistico, ma che sarebbe meglio definire “anima” del teatro Politecnico, che fondò nel 1974, facendone uno spazio multiculturale, multimediale, che andava oltre il semplice teatro – cantina, come tanti che proliferavano negli anni settanta a Roma.

Il teatro Politecnico divenne di fatto un vero e proprio centro di cultura propositiva, un punto di incontro non solo per gente di teatro, ma anche di architetti, intellettuali, musicisti. Autore, regista, attore, Prosperi si era sempre prodigato per la promozione della drammaturgia italiana contemporanea. Creò vere e proprie palestre di drammaturgia, da dove sono emersi autori che sarebbero diventati eccellenze nell’ambito del teatro contemporaneo, come Annibale Ruccello, Antonia Brancati, Enrico Bernard e tanti altri.mario prosperi

Famosa la sua trilogia “Cattivi maestri”, feroce satira su personaggi ambigui della nostra storia, come Toni Negri. Uno spettacolo che può trovare un antesignano in Aristofane e nei suoi drammi dissacranti che denunciavano la corruzione e la malafede della politica di allora. Figlio del 68, Prosperi dichiarava di sentirsi orfano, avendo visto a teatro sin da bambino i grandi nei grandi spazi classici. Non a caso tra i suoi spettacoli, avrebbe inserito una rivisitazione della Donna di Samo, in una versione vicina all’originale, utilizzando le maschere greche originali, che sarebbe diventata un cult del suo repertorio.

Nello spazio del Politecnico i classici incontravano le avanguardie, dialogavano con la contemporaneità. Renato Nicolini avrebbe trovato lì la culla e l'ispirazione per la sua estate romana. Memè Perlini, avrebbe sperimentato i suoi spettacoli visionari, Antonio Calenda avrebbe trovato la sua ideale palestra di regia.

Non solo spettacoli, nello spazio si tenevano corsi di recitazione, scrittura, fotografia, mostre e presentazioni di libri. Per anni il Teatro Politecnico è stato un importante punto di aggregazione e riferimento per il territorio. Era un vero e proprio servizio per la comunità, questo sino alla chiusura per sfratto dopo trentacinque anni di attività, sfratto che nessuno riuscì a bloccare, malgrado furono tanti gli intellettuali e gli artisti ad appellarsi all’amministrazione comunale di allora perché non accadesse il peggio.

Tra gli attori che hanno seguito e organizzato corsi al Politecnico ricordiamo: Elisabetta Pozzi, Alessandro Gassmann, Umberto Orsini, Giuseppe Cederna, Sabina Guzzanti. Una palestra di iniziazione teatrale per molti, come ha ricordato durante la manifestazione commemorativa Paola Lorenzoni, già allieva, poi collaboratrice e compagna di Mario Prosperi, durante l’evento: “I cattivi maestri a teatro”, organizzato lo scorso 20 gennaio presso il cinema Palma di Trevignano, grazie anche all’associazione culturale “I giovedì dell’arte”, un doveroso ricordo in questo periodo storico in cui troppi teatri vengono chiusi, per lasciare spazio ad altro.  

mario prosperiDurante la manifestazione è stata presentata la ripresa televisiva, mai trasmessa sino ad allora, dello spettacolo di Prosperi: “Produzione de Cerasis”, satira di costume del 1967, che ironizza sulla figura di un produttore cinematografico arrogante e rozzo. Chiara citazione riferita a Dino de Laurentis. Tra gli interventi, oltre a Paola Lorenzoni, tra i promotori dell’evento, Carla Cassola, attrice storica della compagnia di Prosperi, che è stata varie volte interprete della Donna di Samo nelle varie edizioni della pièce, il drammaturgo Enrico Bernard, l'architetto Amedeo Fago, il drammaturgo regista e scrittore Giorgio Serafini Prosperi, ciascuno con una testimonianza, un ricordo, ma anche con un messaggio di speranza, perché proprio in momenti di crisi come questo il teatro è importante.

L'augurio auspicato da tutti è che l'attività di aggregazione e promozione, di una nuova drammaturgia, di incontro tra le arti e la formazione culturale, continui, anche in altri spazi e situazioni, così come nell'intento di questo maestro indimenticato.

“E’ stata una bellissima occasione per parlare ad alti livelli del teatro, e spero che sia il punto di partenza per realizzare un teatro qui a Trevignano Romano, ricco di stimoli creativi e opportunità per tutti. Un valore aggiunto per il territorio, così come lo è stato il Teatro Politecnico di Mario Prosperi”, ha affermato Paola Lorenzoni a conclusione della serata.

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