“IL TEATRO DEL LETTO” INTERVISTA A MARIO BAUDINO

“STORIE NOTTURNE TRA LIBRI, EROI, FANTASMI E DONNE FATALI”

di Cristina Marra03/12/2021
Le interviste di Cristina
baudinoReggio Calabria. Il letto racconta di noi e il letto siamo noi, così verrebbe da affermare dopo la lettura di “Il teatro del letto- Storie notturne tra libri, eroi, fantasmi e donne fatali” di Mario Baudino edito da La nave di Teseo. Collaboratore storico de La Stampa di cui è stato anche responsabile delle pagine culturali, poeta e autore di romanzi, Baudino raccoglie scritti e curiosità sul letto e tutte le attività a esso correlate nel corso dei secoli e Da Guy de Maupassant a Edgar Allan Poe, da Ulisse a Casanova ci accompagna in un percorso che attraversa la letteratura, l’arte e la Storia

Mario, iniziamo dalla fine per raccontare l’inizio, il libro è corredato di una lunga bibliografia, da dove sei partito e com’è nata l’idea de Il teatro del letto?
 
In realtà in un primo tempo avevo pensato a un libro sul piacere di leggere a letto, ma il tema si è a poco a poco allargato. Mi sono reso conto che il letto ha una sua storia diciamo “culturale”, è appunto un teatro del nostro immaginario, e dunque bisognava ripercorrerla. I capitoli sulla lettura a letto sono rimasti come un punto d’arrivo (credo infatti che di questo si tratti: è la modalità più recente, e a lungo contrastata perché vista come peccaminosa, di rapportarsi appunto al letto e a se stessi)
 
In che modo il letto è il nostro teatro di potere, amore e morte?
 
Amore e morte sono abbastanza ovvi, come dice Maupassant nel suo racconto che apre il mio libro, nel letto si nasce, si vive e si muore. L’aspetto del potere è forse meno immediato, a prima vista, ma da Ulisse in poi è evidentissimo nell’uso che le varie epoche storiche hanno fatto del letto (intendiamoci, quando era privilegio di pochi e il popolo dormiva dove poteva). Un grande letto possibilmente monumentale era nello stesso un trono e un altare. Basti pensare alla camera da letto del Re Sole, a Versailles, e ai complicati rituali di corte legati al suo risveglio.
 
Il letto è tutta la nostra vita scrive De Maupassant anche se non cambia nella sua struttura essenziale muta nelle dimensioni. Quanto il letto racconta di noi?baudino

Moltissimo. Nel nostro modo di rapportarsi al letto, di “stare” nel letto o di concepire il nostro o l’altrui letto c’è la nostra personalità. Dormire non è affatto qualcosa di naturale. I romantici ne rifuggivano “insonni” (come in un celebre verso di Baudelaire), i libertini ne facevano il territorio di un elegante torneo, i sovrani come abbiamo visto lo trasformarono in un trono, il Medioevo lo vedeva come un luogo denso di pericoli dove il diavolo era in agguato, gli scrittori vittoriani lo popolavano di sinistre apparizioni e di fantasmi; in varie epoche, dal Cinquecento almeno al tardo Ottocento, è il luogo di una fascinazione sensuale. Il letto racconta di noi attraverso il nostro sguardo su di lui.

Quale o quali tra i tanti autori che ricordi nel libro ti è più caro?
 
Difficile rispondere, li amo tutti (o scelto solo quelli che mi parevano interessanti, avrei potuto citarne molti altri). Potrei dire Melville. Il Moby Dick ci racconta di navi e di balene, ma c’è come una segreta presenza proprio del letto, che è una bara, una barca, una voragine. Potrei però aggiungere Choderlos de Laclos e tutto il Settecento francese, secolo meraviglioso, da Crebillon ai deliziosi pornografi spesso anonimi che ne hanno celebrato l’apoteosi.
 
Il letto oltre che di piacere è anche luogo di terrore?
 
Certo. Il romanzo gotico riprende un immaginario medievale e ne fa il luogo della prova suprema. E non solo i “gotici” intesi come genere. Penso alle sorelle Brontë, a quel capolavoro che è Cime tempestose, alla deliziosa parodia che fa di questi terrori Jane Austen in L’abbazia di Northanger. O ai racconti di Henry James.
 
Nei secoli com’è cambiato il rapporto tra il letto e il senso di solitudine?

Direi che il senso di solitudine fa più parte della modernità. Nei secoli precedenti va considerata la mancanza di privacy, per cui il letto era spesso condiviso o comunque situato in un luogo di incontro.

I potenti che uso facevano del letto e quanto è cambiato nel corso del tempo?
 
Si parlava del Re Sole (ma in fondo anche di Ulisse, che deve riappropriarsi del suo letto per tornare se stesso, re e signore di Itaca). Diciamo che col passare del tempo e il “democratizzarsi” dei letti, ovvero quando tutti o quasi ne hanno avuto uno abbastanza confortevole, quello grande e sfarzoso è diventato uno status symbol, per personaggi noti o ricchissimi
 
Il letto è anche un’arma scrive E.A . Poe quanto è pericoloso un letto e che genere di crimini può ispirare?
 
Tutti, tutti. Del resto i cattivi pensieri vengono proprio a letto, quando spegniamo la luce…
  
Durante il lockdown il letto è stato usato a lungo a ogni ora della giornata, quanto è ancora una piacevole abitudine leggere a letto e qual è il tuo rapporto col letto?
 
In un suo celebre verso, Petrarca scriveva che “è duro campo di battaglia il letto”. Questo vale un po’ per tutti, perché in quel momento sei solo con te stesso, i tuoi fantasmi o i tuoi sogni. Ma aggiungo che sei anche protetto, non dagli armati che vegliavano il Re Salomone “contro gli spaventi notturni” ma proprio dalla tua solitudine, sei solo nel tuo teatro interiore, dopo aver letto, o fatto l’amore, o semplicemente non aver fatto nulla. Sei disteso sul ribollire dei millenni, in una posizione molto, molto confortevole. Il mio rapporto col letto, poi, è ottimo. Sono un lettore dormiglione.

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