IL RITORNO AL FUTURO SALVERÀ IL PD

Se il PD tornerà alla sua vera vocazione, quella di partito riformista, avrà possibilità di tornare nel cuore degli italiani

di Filippo Russo15/03/2018
L'Analisi
ROMA. Ha lasciato intendere Sgarbi in un intervento televisivo che vi fosse un accordo fra Renzi e Berlusconi per fare diventare premier Tajani, insomma un patto del Nazareno segreto.

A tal fine, secondo il vulcanico Sgarbi, Renzi avrebbe portato in Parlamento con i voti del suo partito Casini, Lorenzin e la Bonino perché fossero di rinforzo al governo Tajani, ma, in caso di necessità, il PD avrebbe garantito l’astensione, come fanno i Socialisti spagnoli, a garanzia del governo del PPE.

Per frastornare gli elettori Renzi si era dato il ruolo, mi è parso di capire, del “poliziotto cattivo”: no alla riforma della legge Fornero, no al sussidio di disoccupazione, no a un serio abbassamento delle imposte. Berlusconi invece faceva il “buono”: flat tax, 1000 Euro pensione minima, reddito di “dignità” per tutti, etc…Tanto poi si governava assieme, con l’uomo “buono”, scelto, come Monti e Renzi, dalla solita Merkel.PD riformista

Ma dopo 30 anni gli Italiani non si sono fatti più fregare. Game over per il patto del Nazareno, game over per Tajani e la Merkel. Fra i due partiti perdenti chi sta meglio? Chi peggio?

Apparentemente FI ha vinto, ma ora essa è chiusa nella gabbia ove si volevano confinare Lega e Fratelli d’Italia. Invece il PD per la prima volta perdendo il sostegno, ma anche il condizionamento dei Poteri Forti (che già corrono a trattare coi vincitori), è nuovamente pienamente libero nelle sue scelte.

Il PD può decidere di fare la “vedova inconsolabile”, pronta alla dipartita, chiudersi a riccio e rifiutare il confronto sui contenuti sia con i partiti vincenti, sia con il paese, o “tornare al futuro”, tornare riformista sul serio, rivedendo in senso critico le riforme economiche della breve e triste era Renzi, occorrerebbe lasciare le “cattive amicizie”, Lorenzin e Bonino, e riportare nella casa comune i compagni d’un tempo.

Tornato al riformismo il PD potrà tornare al successo, sia decidendo di far durare la legislatura, dando vita ad un governo di coalizione coi 5 Stelle, sia andando, a testa alta, verso nuove elezioni, nella primavera del 2019, dopo aver contribuito alla stesura di una nuova legge elettorale.

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