IL 15 GIUGNO DOVREBBERO RIAPRIRE I TEATRI!

SEMBREREBBE UNA NOTIZIA CLAMOROSA, MA DETTA COSÌ PARE PIÙ CHE ALTRO UNA BATTUTA: INFATTI, DA CHE MONDO È MONDO, TRA IL 15 E IL 20 GIUGNO I TEATRI.... CHIUDONO!!

di Salvatore Scirè29/05/2020
Covid -19
a giugno si aprono i teatriRoma. Ormai è quasi estate e la gente preferisce i lungomare, ovvero le arene, le ville storiche allestite a palcoscenico ovvero i teatri antichi all’aperto.  Di solito si riprende l’attività scenica tra il 15 e il 30 settembre. 

Questo 2020, purtroppo, ci sta dando delle sorprese che tutti conosciamo.  

Non ultimo dettaglio, ci sta evidenziando ancora una volta la differenza di status e di conseguente trattamento fra teatri  “pubblici”  (per capirci tutti gli “stabili”, quelli istituzionali etc. finanziati dallo Stato, dai Comuni  ed enti pubblici vari) e teatri “privati”, ossia quelli che agiscono in regime di vera e propria impresa commerciale.

E’ fin troppo facile intuire come gli spazi “sovvenzionati” in teoria potrebbero anche riaprire il 15 giugno, andando in scena con solo il 30% del pubblico, come stabilito dalle regole Covid.  Tanto le spese sono coperte!

Il problema nasce fondamentalmente per tutti gli spazi privati, grandi o piccoli che siano; i quali vedono saltare tutti i conti.
Certamente, sarebbe da irresponsabili pretendere di aprire normalmente teatri e teatrini, esponendo spettatori ed artisti ad enormi pericoli.  Ma a questo punto lo Stato deve decidersi: o aiuta tutti, in egual misura, oppure il settore privato tenderà a sparire.  Cosa che costituirebbe un grave danno per cultura, ma anche per l’economia.

Non a caso, per portare avanti le ragioni dei teatri privati,  è appena stata costituita l’ATIP, l’Associazione Teatri Italiani Privati, che vede come nucleo fondatore i 14 maggiori teatri privati d’Italia, ma  sicuramente aderiranno molti, molti altri spazi.

Come evidenziato dal comunicato stampa che pubblichiamo a parte, questi 14 teatri, da soli, in una stagione sviluppano 2.500 giornate di spettacolo dal vivo, per un totale di 2 milioni di biglietti staccati e con un volume d’affari di circa 50 milioni di euro. Sono cifre di tutto rispetto.

Giustamente, oltre a una serie di misure logiche e giustificate, l’ATIP chiede di inserire qualche “addetto ai lavori”  nelle commissioni che “decidono”, spesso senza conoscere le problematiche specifiche.  O chiede quanto meno di essere consultata e ascoltata!

In questi giorni molti artisti si stanno impegnando in prima persona, mettendoci la faccia, sia in TV, che sui social: la spettacolare Sandra Milo si è simpaticamente incatenata davanti a Palazzo Chigi, al punto che il Presidente Conte l’ha invitata a salire in ufficio. E conoscendo il personaggio, Sandra sicuramente avrà avuto modo di dire ciò che andava detto.

Massimo Romeo Piparo, Direttore Artistico del Teatro Sistina, negli ultimi giorni è comparso incessantemente in vari programmi televisivi, esponendo le ragioni del teatro privato,  peraltro chiudendo sempre i suoi interventi con il sorriso e con una nota di ottimismo: nella certezza che il teatro ce la farà, anche stavolta!
Augurando all’ATIP di riuscire a smuovere qualche “montagna”,  ci associamo anche noi al coro che grida, all’unisono: VIVA IL TEATRO!

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