GERIATRIA AL POLICLINICO DI ROMA, QUANDO LA SANITÀ È FATTA DI UOMINI ECCELLENTI

L’esperienza del nostro vice direttore è esemplare e vale la pena che venga conosciuta -

di Salvatore Scirè03/03/2018
Sanità
ROMA, Si parla assai spesso di mala Sanità; e forse a buon diritto, visto che le problematiche sono varie e vengono da lontano: giornalisticamente possiamo dire che non fa più notizia, o quasi.
Certamente fa notizia il contrario. Io personalmente sono stato testimone diretto ed interessato di un caso di buona sanità, che vi voglio raccontare.

La scorsa settimana, mio padre (97 anni e mezzo) ha avuto gravi problemi respiratori. Alle 2 di notte, seriamente preoccupato, ho deciso di chiamare il 118, anche se temevo di infilarmi in un inestricabile buco nero.

Dopo dieci minuti circa, è giunta un’ ambulanza: sono saliti in casa un medico, la “dottoressa Rossella” (purtroppo non conosco il cognome!) e una squadra di 4 o 5 infermieri, che hanno portato strumentazioni e apparecchiature di ogni genere. La dottoressa ha subito visitato papà mentre i ragazzi gli applicavano la maschera per l’ossigeno e i diodi per l’ECG. Immediatamente è emerso un problema polmonare e mio padre, dopo una mezz’oretta, è stato trasportato al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I. Il buco nero si stava concretizzando: precedenti esperienze erano state negative, infatti...Sanità eccellente, policlinico

Invece, papà è stato portato subito in sala rossa, dove veniva immediatamente trattato dalla dottoressa Fabi, la quale alle 5 del mattino mi tranquillizzava, dicendomi che stava già meglio e  consigliandomi di tornare a casa, dove era rimasta mamma (quasi 98 anni!!!).

Nel pomeriggio tornavo alla DEA del Policlinico dove venivo accolto dalla dottoressa Alessandroni: quest’ultima mi confermava che mio padre aveva superato la crisi e stava per essere trasferito al reparto di Geriatria. Non credevo ai miei occhi!  Ciò che mi aveva sorpreso era stata certamente la competenza professionale (di cui non avevo il minimo dubbio), ma soprattutto la grande umanità, l’affetto e il rispetto della dignità del paziente e dei congiunti. Insomma, mi sembrava di aver incontrato degli angeli!

Appena giunti a Geriatria, venivamo ricevuti con sorriso e affabilità dalla Dirigente Dottoressa Cristina Lo Iacono, la quale ci dava subito buone speranze di ristabilizzare papà, che veniva quindi affidato al dottor Francesco Di Rienzo, giovane ed entusiasta del suo lavoro. Inoltre desidero ringraziare anche il dottor Marco Spadaro e il dottor
Daniele Tonietti per la loro disponibilità. 

Oltre alla competenza e alla professionalità, rimanevo soprattutto colpito dalla dolcezza e dall’affabilità con cui il personale medico, ma anche quello infermieristico, si rapportava con il paziente. La cosa mi meravigliava profondamente, specie facendo il confronto con altre precedenti esperienze.

Mio padre ora sta molto meglio e io mi auguro che possa ritornare presto a casa, ma in questa sede desidero esprimere fin d’ora la mia più profonda gratitudine e ammirazione a quanti si sono prodigati per lui in questi difficili giorni. Mi hanno dato una sensazione di sollievo e di speranza nel vederli al lavoro.Senza entrare nel dettaglio scientifico, ho molto apprezzato il loro modo di procedere, cauto ma efficace, l’affettuosità e delicatezza con cui trattano i pazienti, il diffuso clima di amorevole rispetto e cortesia. 
 
Qualcosa sta cambiando nella nostra Sanità? Lo voglio sperare. E’ vero che una rondine non fa primavera, ma forse altre rondini spunteranno all’orizzonte.

Ed in ogni caso, così come siamo sempre pronti a scrivere parole indignate nei casi di cosiddetta “mala Sanità”, mi sembra opportuno dare il giusto plauso quando si registrano episodi come quello di cui sono stato e sono ancora testimone.  Rinnovo pubblicamente il mio GRAZIE a tutti, indistintamente!

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