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“ALTRO DI ME”, KATIA RICCIARELLI RACCONTA IL SUO PRIVATO

“ALTRO DI ME”, KATIA RICCIARELLI RACCONTA IL SUO PRIVATO

CASTEL TOBLINO - “Altro di me”, il nuovo spettacolo del soprano Katia Ricciarelli e del tenore Francesco Zingariello, scritto a quattro mani da Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime.

Sabato 10 agosto si potrà assistere alla “prima” che si terrà tra le suggestive mura di Castel Toblino; il giorno seguente, domenica 11 agosto, ci sarò la replica nel romantico scenario del Castel Thun ed infine questa tre giorni in trentino si chiuderà con lo spettacolo di lunedì 12 agosto nell’emozionante Castel Beseno.

Non si tratta di un concerto di musica lirica nel senso stretto del termine, ma un vero e proprio spettacolo teatrale con la partecipazione di un corpo di ballo d’eccezione.  Non mancheranno alcuni brani tratti da opere liriche note, ma il pubblico potrà assistere ad una Katia Ricciarelli in una veste forse insolita  certamente accattivante e potrà sognare e divertirsi con canzoni come “Caruso”, “Le vie en rose”, “Memory”.

Uno spettacolo che potrà entusiasmare tutti, non solo gli appassionati di lirica, nel quale la musica chiaramente ha un ruolo speciale:  come nella vita del soprano, essa non è una banale colonna sonora della vita ma una vera e propria cassa di risonanza del suo cuore e delle sue emozioni.

E’ stata la stessa artista a scegliere i meravigliosi castelli del Trentino come nobile cornice del sue interpretazioni  perché, come espressamente dichiarato dalla stessa Ricciarelli, erano i soli in grado di rendere in qualche modo la poesia che sempre ha accompagnato la sua vita.

Maurizio Costanzo è uno degli autori dello spettacolo. Gli abbiamo chiesto un commento su questa sua nuova esperienza. "Katia Ricciarelli mi regalò una copia del suo libro “Altro di me non saprei narrare”- ci ha dichiarato Costanzo -  chiedendomi di leggerlo pensando alla possibilità di far nascere uno spettacolo teatrale, un recital. Mi disse anche di parlarne ad Enrico Vaime, mio sodale in queste incursioni teatrali. Ne parlai a Vaime. Fummo ambedue convinti che potesse nascere un recital interessante e ne parlammo a Marco Mattolini che, di molte tra le incursioni di cui sopra, è stato nostro complice. Quindi: c’erano gli autori e c’era il regista  che avrebbe confezionato, da par suo, lo spettacolo. Devo dire che, settimana dopo settimana, ho visto crescere questo spettacolo, scoprendo anche, dai racconti di Katia, interessanti integrazioni a pagine del libro. Divertendoci inoltre,  non possiamo dire di no, all’antica questione che contrappone il soprano al tenore. Anche qui, insieme a Katia c’è un tenore e ci sono musicisti e ci sono ballerini. Vorrei anche aggiungere che questo recital è molto più che un’occasione di teatro, perché è anche una inedita confessione di una grande artista come Katia Ricciarelli, che non ha alcun problema – come è giusto che sia – a farsi conoscere, a dire di sé cose più nascoste e private. Nel congedare questo spettacolo, affidandolo al vostro giudizio, sono certo che Katia Ricciarelli altro di sé ha saputo narrarlo".

 

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