“AFFARI DI FAMIGLIA” INTRIGHI ED EQUIVOCI ALL’OMBRA DI UN’IMPRESA DI POMPE FUNEBRI

I QUATTRO BRAVISSIMI ATTORI, CON MILENA MICONI CAPOBANDA, FANNO DIVERTIRE IL PUBBLICO DEL TIRSO

di Vito Bruschini04/10/2018
Visto e recensito
teatro tirso affari di famigliaROMA. Diciamo subito che la commedia di Massimiliano Giovanetti non sarà destinata a rimanere nella storia del Teatro.

Il racconto inizia presentandoci Giulia, una donna delusa dalla vita e da un matrimonio ormai spento con un marito che gioisce quando gli comunicano la morte della gente… perché ha un’impresa di pompe funebri. Lei è una sognatrice vorrebbe partire, vedere cose, incontrare gente (come diceva Moretti) e invece è costretta a tenere l’amministrazione dell’azienda del cinico marito.

L’incontro con un giovane corriere, un po’ imbranato e scombinato che ha un fratello affetto dalla sindrome di Zelig, quella d’immedesimarsi in diversi personaggi, le scombinerà la vita. Giulia, apparentemente trascinata da un vortice passionale ora per il giovane fattorino ora per il fratello, tenterà di spiccare il volo verso la libertà, ma… Ma a questo punto ci fermiamo per non rivelare la sorpresa finale.

Ora tutta questo materiale viene affrontato dai nostri attori con ritmi travolgenti e risultati davvero godibili, grazie anche alla regia di Leonardo Buttaroni che riesce a riscattare l’azione con alcune simpatiche trovate. Tutti e quattro si prodigano con grande generosità: innanzitutto Milena Miconi, autoironica e padrona della scena, che non si risparmia offrendoci un ritratto della moglie che inventa stratagemmi e sfodera atteggiamenti seduttivi per raggiungere i suoi scopi (di grande effetto comico la telefonata al marito, mentre è impegnata in un incontro erotico con lo scatenato ex-timido fattorino).

Questi è interpretato da Gabriele Carbotti, un attore dal rispettabile curriculum teatrale, che riesce a esprimere con naturale vis comica la timidezza del personaggio. Il marito è Andrea Dianetti, anche lui arriva da Amici della De Filippi, ma vanta ormai incontri di tutto rispetto: da Albertazzi, a Massimiliano Bruno, a Pingitore, a La Ginestra e qui fornisce un ritratto di sprezzante imprenditore gabbato e raggirato da tutti, moglie compresa. Infine c’è lo pseudo Zelig, reso magistralmente da Fabrizio D’Alessio. Anche lui non si risparmia e offre momenti di vera ilarità infilandosi di volta in volta nei panni di Cirano, dell’Uomo Cattivo o del Grande Seduttore.

Insomma il pubblico si diverte, ride e applaude a scena aperta, tributando alla fine una vera ovazione per tutti gli interpreti e gli altri collaboratori coinvolti nell’impresa che sono: Augusto Sandri per la scenografia realizzata a pannelli mobili e Carlo Galeasso per le luci. Si replica fino al 21 ottobre.
 
AFFARI DI FAMIGLIA
Dal 3 AL 21 OTTOBRE 2018
 
TEATRO TIRSO DE MOLINA
Via Tirso 89 00198, Roma
​​Tel: 068411827​
Cell: 3295618223
tirsodemolina.teatro@gmail.com

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