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LOCANDINA LA GINESTRA

Visto e recensito. “M’ACCOMPAGNO DA ME”, MICHELE LA GINESTRA, ONE MAN SHOW AL SISTINA

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ROMA – Al Teatro Sistina ha debuttato un simpatico e gradevole “one man show” di Michele La Ginestra dal titolo “M’accompagno da me”, una divertente carrellata di vari personaggi, scritta dallo stesso La Ginestra, per la regia di Roberto Ciufoli. Un gradito ritorno, se si pensa che l’attore romano venne chiamato da Pietro Garinei per interpretare il personaggio di Rugantino, come ha ricordato lo stesso La Ginestra in conferenza stampa.

“Tornare sul palco del Teatro Sistina dopo 16 anni dalla prima, è una bella e profonda emozione – ha detto - tornarci con il mio “one man show” trasforma l’emozione in una gioia immensa! 

In realtà, proprio solo sul grande palco del Sistina Michele non è da solo: accanto a lui, infatti, ci sono quattro compagni di cella (proprio nel senso di prigione!), che rispondono ai nomi di Andrea Perrozzi, Gabriele Carbotti, Ludovica Di Donato e Alberta Cipriani, i quali sono un po’ la colonna sonora dello spettacolo: cantano e ballano, per marcare lo stacco tra una scena e l’altra(o meglio, tra un personaggio e l’altro) e sono anche accompagnati dal vivo da una band, posizionata in alto, con un piacevole effetto scenografico.
Michele La Ginestra gioca alla grande con il palcoscenico, trasformato per l’occasione nella grande cella di un carcere: qui vediamo passare avvocati, detenuti, personaggi improbabili, tutti legati da un unico comun denominatore, ossia i reati previsti dall’ordinamento giudiziario! Un po’, come se la enorme cella ospitasse un gran numero di detenuti, i quali, direttamente o indirettamente, raccontano la loro vicenda giudiziaria.
L’approccio al codice penale non può che essere che brillante, a volte raffinato: il leit motiv, che raccorda tutto lo show, è l’uso “incivile” del cellulare in teatro: un attore, infastidito e offeso, medita vendetta, individua lo spettatore, lo punta con una fionda e all’uscita gli scarica dei pallini d’acciaio sui glutei. Da cui il processo e la condanna per lesioni volontarie. Di fronte a un ipotetico giudice (forse identificato con il pubblico?) l’imputato rende le sue dichiarazioni, racconta i fatti, dichiarandosi…. “attore….  e convenuto” allo stesso tempo (anche La Ginestra ha studiato Giurisprudenza ed è un avvocato “pentito”).
E così lo spettacolo si snoda piacevolmente: una canzone, un cambio di costumi ed ecco spuntare i singoli personaggi, tutti molto caratterizzati, spesso con l’uso di cadenze dialettali. Michele La Ginestra-mattatore veste i panni di un improbabile avvocato di radici “sicule”, che continua ad inveire contro quel “cornuto” che ha usato il cellulare; e poi, ecco altri personaggi-imputati: il ladruncolo (che dà una bellissima e personale valutazione “economica” del suo… lavoro, del processo e della sua ipotetica detenzione), una “Biancaneve… alla coca”, la burina con sette figli, Cenerentola, un writer. Molto bello e appassionato il discorso accorato del “nascituro” ai propri genitori, e infine, la confessione di un prete di periferia, che confesserà di aver introdotto l’uso della fionda contro i “peccatori di cellulare”!
Nel complesso lo spettacolo risulta assai piacevole; il pubblico si diverte molto e applaude con convinzione una performance che si propone anche come lezione di vita e di vitalità insieme, con momenti specialissimi come il “gospel alla romana” in cui si scatenano i quattro ragazzi del “coro” (tutti bravi attori, anzi, come si usa dire oggi, performers!). In definitiva, un lavoro variegato e multiforme, che idealmente muove i primi passi dall’Antica Roma, per arrivare a Mafia Capitale, non senza passare per Cesare Pascarella.
L’attenta e brillante regia di Roberto Ciufoli coordina e gestisce con eleganza questo curioso percorso attraverso un’umanità varia e multifacciale, declinata anche grazie alla forza trascinante della musica e il gioco delle filastrocche in rima, garantendo così quasi due ore di puro e raffinato divertimento.
Le musiche originali sono di Andrea Perrozzi e Salvatore Ferraro.
Nel complesso, uno spettacolo che vale la pena vedere!

di Salvatore Scirè

 Fino al 21 maggio 2017

Teatro Sistina – Roma

Via Sistina 129

Info : 06.4200711

www.ilsistina.it



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