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Visto e recensito. “JESUS CHRIST SUPERSTAR”, LA MUSICA IMMORTALE DI WEBBER E IL PRIMO MITICO INTERPRETE, TED NEELEY, AL SISTINA

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ROMA – Dopo i lusinghieri successi di pubblico e critica ottenuti a Amsterdam, L’Aja, Anversa, Groningen e poi di nuovo Amsterdam, è approdato di nuovo al Sistina il celebre musical Jesus Christ Superstar, nell’allestimento in versione originale, firmato da Massimo Romeo Piparo e prodotto dalla PeepArrow Entertainment.

Non stiamo a raccontare la storia, fin troppo nota, che narra gli ultimi giorni di vita di Gesù, la Settimana di passione, dalla scena delle palme, alla resurrezione domenicale.  E’ importante sottolineare come l’allestimento si imponga all’attenzione del pubblico grazie alla “spettacolarità” delle soluzioni registiche che conferiscono al lavoro una connotazione veramente fantastica. Un grande contributo viene assicurato dall’uso vasto e costante di effetti tecnologici (in particolare proiezioni di filmati e immagini, oltre a fantasmagorici giochi di luce).

Interessante, fra l’altro, l’uso di sottotitoli per spiegare alcuni passaggi del testo delle canzoni, ma anche per la citazione di versi del Vangelo, rinunciando a priori alla mera traduzione integrale del testo. E senza perdere con questo in fruibilità e comprensione!

Tutta la rappresentazione risulta costantemente caratterizzata da momenti di intensa spettacolarità, come ad esempio il corteo che entra dal fondo della platea, accompagnando Gesù alla Crocifissione, mentre una telecamera trasmette sul grande schermo i dettagli per tutto il pubblico.

Un momento di grande pathos e di profonda emotività, che induce gli spettatori a una spontanea standing ovation .

Emozionante anche l’immagine di Gesù proiettata che diventa Sacra Sindone, con l’accostamento della flagellazione agli orrori del mondo, raccontati da drammatiche foto proiettate: ad ogni frustata corrisponde un’immagine toccante, da Ausschwitz fino alle Twin Towers. Un parallelismo forte, quindi, che si propone di puntare il dito contro il Male in tutte le sue manifestazioni, laddove ogni frustata è metafora di una dolorosa tragedia umana.

Da citare anche l’ingresso di Erode accompagnato da personaggi della Commedia dell’Arte Italiana, con l’aggiunta di Pinocchio.

Il pubblico ha applaudito entusiasticamente  Ted Neeley grandioso e carismatico protagonista nel ruolo di Gesù.

Fondamentale ed apprezzato anche il ruolo di Giuda,  affidato al bravissimo esordiente Feysal Bonciani e raccontato non tanto come traditore, ma come vittima di un disegno superiore venuto dall’alto.  Accanto a loro, si possono ammirare Paride Acacia (Hannas) Simona Distefano (Maria Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato) Elia Lo Tauro (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa) e Riccardo Sinisi (Pietro) Erode (Salvador Axel Torrisi).

Sul palco in tutto si contano 24 performers (tra hippies, acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini).

Lo spettacolo, scritto da Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, come si diceva viene rappresentato in inglese; le musiche sono eseguite rigorosamente dal vivo: sul palco infatti suona l’Orchestra diretta dal M° Emanuele Friello, mentre le belle ed efficaci coreografie sono state curate da Roberto Croce, con le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

Il tutto, egregiamente diretto da Massimo Romeo Piparo, che si conferma uno specialista del musical in ambito internazionale.

Sicuramente uno spettacolo da non perdere, per gli amanti della musica rock; e non solo!

di Salvatore Scirè

 

Fino al 23 aprile 2017

Teatro Sistina

Info: 06.4200711 – www.ilsistina.it

 



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