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Visto e recensito.  “RIFIUTI OVVERO UNA VITA DA DIFFERENZIATI”, SOLUZIONE: PROVIAMO A RAPINARE IL SISTINA!

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Roma – Al Teatro de’ Servi è in scena una commedia molto sui generis, dal titolo “Rifiuti” ovvero “una vita da differenziati”.

Il lavoro, scritto e diretto da Stefano Fabrizi – che ne è anche uno degli interpreti – prende le mosse da un argomento di ordine prettamente sociale: quello dell’emarginazione. Non solo, ma affronta in parallelo anche la problematica delle psicopatie di varia natura, fino a sfiorare la schizofrenia!

La commedia ci racconta, infatti, la storia di quattro ragazzi emarginati dalla società, ma in compenso affetti da molteplici psicosi.  I quattro vivono in un seminterrato fatiscente occupato indebitamente. Non avendo i soldi per arredarlo, raccolgono oggetti abbandonati in strada, trovando in essi una speciale valenza: infatti, una forma di psicosi li porta a collegare gli oggetti ritrovati con fatti reali o quanto meno a  usarli per creare dei giochi di ruolo, così da far contento Sasà, il più matto dei quattro.

Un bel giorno, capita che uno di loro torna a casa con un classico involucro da pasticceria, che dovrebbe contenere una deliziosa torta da divorare, ma qui la sorpresa è grande. La confezione infatti nasconde quattro pistole e quattro passamontagna, evidentemente abbandonati da qualcuno che è stato braccato dalla polizia.

A questo punto, tra i quattro amici e coinquilini cominciano a serpeggiare le idee più strane: usare o non usare le pistole e i passamontagna? E perchè? A quale scopo… Certamente la loro condizione di disadattati e di “rifiuti” sociali fa maturare nel loro animo un certo desiderio di rivalsa. La loro condizione di povertà li mette di fronte a una scelta drammatica: provare a delinquere per cambiare la loro vita oppure no?

E così, i quattro decidono di porre in essere una rapina: ma siccome una banca sarebbe banale, optano per il più grande teatro d’Italia, il Sistina!!!  Gli improbabili rapinatori iniziano dei comici allenamenti, danno il via a sopralluoghi, ad appostamenti, per comprendere abitudini e prassi del botteghino e degli impiegati amministrativi!

Purtroppo, qualche cosa non andrà per il giusto verso, e così…. ma il finale non ve lo diremo neppure sotto tortura!

Il testo risente un po’dei ritmi del cabaret e della ricerca a tutti i costi delle battute, in alcuni passaggi diventa anche farsesco, ma nel complesso risulta piacevole e scorrevole.

Bravi gli attori: Stefano Fabrizi, nel ruolo di Toto, la mente del gruppo; l’irruento G-Max nella parte di Luca, l’estroso Riccardo Graziosi è il “matto” Sasà, Yaser Mohamed interpreta Nico, l’egiziano balbuziente, ed Elettra Zeppi, nel ruolo di Sara, che entra in scena nell’ultimo scorcio di commedia…

Il pubblico si diverte e gradisce. Nel complesso, uno spettacolo gradevole.

 

di Salvatore Scirè

 

Fino al 2 aprile 2017

Teatro de’ Servi  –

Via del Mortaro, 22 (Via del Tritone) –

Info: 06.6795130 www.teatroservi.it

 



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