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PERCHÉ NOI ITALIANI ABBIAMO UNA COSCIENZA CIVILE DEBOLE. UN PAESAGGIO CI SALVERÀ?

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ROMA (La foto, non è un Monet, ma i Giardini di Ninfa della Fondazione Caetani)  – “Un paesaggio ci salverà”… Un po’ irriverente come affermazione, ma se avrete la pazienza di seguirmi fino alla fine, capirete che non si tratta di un’utopia provocatoria, ma costituisce l’essenza stessa della nostra vita, il nostro stesso futuro, la risposta alla famosa domanda… perché siamo qui?

In concomitanza con la passata Giornata del paesaggio, mi è capitato di assistere a una lectio magistralis del prof. Maurilio Cipparone, ambientalista della prima ora, strenuo difensore della natura sin dagli anni Settanta, quando la parola ecologia era ancora un vocabolo da scoprire. La lezione, tenuta nell’aula magna di Architettura per il Corso di Laurea in “Progettazione e pianificazione del Paesaggio e dell’Ambiente” aveva come tema Heritage Interpretation, contributo al seminario “Oltre l’aula – Finestre sul Paesaggio”.

L’appassionata relazione di Cipparone iniziava delineando “apparentemente” le coordinate per l’interpretazione del nostro paesaggio e all’inizio tutti noi pensavamo che si riferisse esclusivamente ai beni ambientali, a come conservarli, a come utilizzarli, come comunicare le loro più importanti emergenze… dico apparentemente perché nella sostanza è stato un discorso di una valenza politica dirompente.

In definitiva l’interpretazione del paesaggio, ci ha spiegato Maurilio Cipparone, non è (o almeno non è soltanto) riuscire a distinguere un abete da un baobab, bensì è un esercizio mirato a comprendere (e rispettare per le generazioni future) l’HERITAGE, cioè IL PATRIMONIO nel suo complesso, comprendendo il territorio in cui siamo nati, dove affondano le nostre radici culturali e civili, dove coloro che ci hanno preceduti hanno costruito, seminato, faticato e spesso hanno immolato la loro stessa vita per difenderlo. Ebbene, quel patrimonio, costituito da tutto ciò che ci circonda, quello stesso territorio, è stato ereditato da noi e oggi noi ci viviamo e domani abbiamo l’impegno di lasciarlo almeno nelle stesse condizioni ai nostri figli e nipoti.

Paesaggio, ha continuato a spiegare Cipparone, non sono quindi soltanto i prati, i ruscelli, gli alberi e le montagne, ma qualsiasi impronta lasciata dai nostri antenati, le emergenze storiche e archeologiche, quelle visibili e quelle immateriali. E per farcelo comprendere ha suggerito un semplice esempio: di quello che è stato tramandato come “L’incontro di Teano” tra Garibaldi e Vittorio Emanuele, non è rimasta traccia storica sul luogo dove presumibilmente è avvenuto. Sul ponte di Caianello dove il Generale consegnò il Sud al re piemontese non c’è nessuna targa a ricordarlo. In America ne avrebbero fatto un parco storico che, se ben argomentato con comparse e costumi d’epoca, avrebbe potuto convogliare sul posto molti turisti appassionati delle gesta dei Mille. È soltanto un esempio, ma fa capire bene il senso dell’appartenenza a una terra che noi italiani non abbiamo mai avuto. Negli USA degli oltre quattrocento parchi soltanto 53 sono parchi naturali, tutti gli altri sono parchi legati agli eventi e alle gesta dei pionieri che hanno costruito anno dopo anno la storia di quei territori. La passione, il senso dell’onore e il rispetto civile verso la propria patria porta gli americani a mettere con orgoglio la bandiera fuori dalla porta delle loro case. Non è un caso che l’interpretazione ambientale sia nata nel 1920 proprio nei parchi nazionali americani come strumento di educazione nei confronti della natura e del proprio ambiente. È questo il primo passo per una corretta pianificazione del territorio, del suo legittimo uso e della sua migliore utilizzazione economica ai fini di incentivare e portare benessere alle popolazioni locali. È la base per arrivare all’unità civile di una popolazione. La piattaforma dove deve nascere l’orgoglio di essere italiani, dove iniziare a far crescere un sentimento civile unitario, dove dobbiamo sentire che il valore di quello che siamo ci arriva direttamente dal passato, è appunto il territorio, cioè il paesaggio.

E ora torniamo alla realtà dei nostri giorni e ripensiamo a quanto sia conflittuale il nostro approccio all’ambiente. Dall’anno 2000 abbiamo subito ventidue terremoti disastrosi e i nostri politici ancora non hanno pianificato una politica di protezione contro eventi che da noi sono tutt’altro che imprevisti. Ogni volta ci strappiamo i capelli perché scopriamo di aver costruito palazzi al centro delle fiumare, cementato torrenti, disboscato crinali montani a ridosso di paesi e via dicendo.

Allora forse la salvezza potrebbe partire veramente dalla riscoperta del nostro paesaggio… Dovremmo ricominciare a guardare la nostra terra con occhi diversi, pensando al duro lavoro di chi ci ha preceduto e che con il loro sudore sono riusciti a creare un giardino che tutto il mondo c’invidia. Tutti costoro hanno fatto di questo Paese, il primo paese al mondo per biodiversità. L’Italia ha ben 7000 differenti vegetali, il Brasile ne ha soltanto 3000. Nei nostri boschi vivono 58.000 specie di animali, la Cina ne ha 20.000. La nostra terra fa germogliare 1800 vitigni spontanei, la Francia ne ha 200; 997 tipi di mele; 1400 tipi di grano. Per non dire del patrimonio storico e artistico. In Italia è concentrato il 70 per cento del patrimonio mondiale contro il 30 che è nel resto del mondo. Malgrado tutto ciò siamo ancora, come mentalità, al tempo dei Granducati. Forse ci è mancata quell’educazione all’osservazione del paesaggio che invece hanno avuto sin dall’inizio della loro storia gli americani?

Tutti dovremmo in qualche modo meditare sui nostri comportamenti e appassionarci un po’ di più a ciò che ci appartiene per diritto di nascita. Vorrei concludere con le parole dell’indimenticabile Cesare Pavese che sintetizzano meglio di me il pensiero di Maurilio Cipparone che ho tentato di trasmettere:

«Un Paese vuol dire non essere soli, ma sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei, resta lì ad aspettarti».

VITO BRUSCHINI



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