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Visto e recensito. “LA REGINA DI GHIACCIO”, CATTIVISSIMA LORELLA CUCCARINI ANCORA AL BRANCACCIO

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ROMA – Tempo fa qualcuno cantava “Si, la vita è tutto un quiz…”. Ma se capita, come in questo caso, che dal quiz dipende la propria vita? La quale rischia di essere bruscamente recisa da un colpo di spada, e per di più vibrato da una gelida principessa che al terzo errore uccide senza pietà i suoi pretendenti, nonché aspiranti principi!

In effetti, non stiamo parlando di quiz di televisiva memoria, bensì di complicati indovinelli, architettati da tre dignitari di corte, Ping, Pong, Pang, che ne pensano una più del diavolo per creare dei rebus inestricabili!
Per saperne di più, bisogna andare al Teatro Brancaccio, dove è in scena già dalla scorsa settimana un musical di grande prestigio, “LA REGINA DI GHIACCIO, Il Musical”, un lavoro firmato da Maurizio Colombi, ormai specializzato nella messa in scena di musical fiabeschi (come Rapunzel e Peter Pan) e adatti anche ai più piccoli.
Questa volta, Maurizio Colombi, coautore dei testi e regista, ha voluto rendere omaggio al genio musicale di Giacomo Puccini, uno dei maggiori musicisti italiani di tutti i tempi.
Il musical, infatti, è ispirato alla Turandot, l’ultima opera composta dal grande maestro lucchese; tra l’altro rimasta incompiuta e poi completata dal M° Franco Alfano, sulla base degli appunti di Puccini. Ambientato a Pechino, si ispira a una fiaba persiana: la principessa Turandot, vittima a sua volta di un sortilegio, causato da un magico albero delle mele e sostenuto da tre sue ancelle (in realtà tre streghe: Tormenta, Gelida e Nebbia), è divenuta insensibile agli uomini, (costretti a indossare una maschera per non incrociare il suo sguardo). E così l’algida principessa sottopone alla famosa prova dei tre indovinelli tutti i suoi pretendenti; e i poveretti che sbagliano, li decapita personalmente con una spada affilata. Dopo undici esecuzioni, arriva l’affascinante principe Calaf, che si innamora dello sguardo della principessa e si prepara a tentare l’impossibile; ma anche Turandot rimane colpita da Calaf. Il principe indovina i tre quesiti, e conquisterà anche il cuore della principessa. Il “Nessun dorma” cantato in coppia si propone come un emozionante ed atteso all’amore, mentre Turandot intonerà anche una affascinante Canzone alla Luna.
L’omaggio a Puccini si manifesta non solo nella scena iniziale (quando un gruppo di ragazzi visita un museo pucciniano), ma anche nella esecuzione di alcuni brani celebri del musicista toscano: oltre al celeberrimo Nessun dorma, anche se arrangiato in chiave moderna, vengono proposti anche brani originali, come ad esempio il delicato “coro a bocche chiuse” dalla Madama Butterfly.
Nel complesso, il musical è pregevole, e il suo punto di forza, a nostro avviso, si identifica nel magico mix di scenografie (pannelli ed elementi mobili) e disegno luci, che risultano veramente suggestivi. Positivo giudizio anche per le musiche, i costumi, i balletti, i movimenti coreografici. E ovviamente gli interpreti.
Ammirata protagonista del musical è Lorella Cuccarini, che dà vita a una magnetica e affascinante principessa, capace di addolcirsi e di amare, una volta sfuggita all’incantesimo malvagio. Accanto a lei, molto bravo nel ruolo di Calaf, Pietro Pignatelli.
Nel complesso, un lavoro impegnativo e ben riuscito: ancora una volta Maurizio Colombi ha centrato l’obiettivo: lui stesso è infatti autore dei testi, insieme a Giulio Nannini, nonchè regista della complessa macchina teatrale costituita dal musical.
Piacevoli anche gli inserimenti di elementi brillanti, come l’imperatore e i famosi Ping, Pong e Pang.
Scenograficamente, molto suggestivo l’uso della nebbia e della neve artificiale, che cade anche sulla platea. Tra i momenti più emozionanti, segnaliamo il balletto degli undici decapitati, il momento in cui l’albero delle mele si materializza e parla, ponendo fine così alla magia perversa; e le tre streghe si dissolvono nella nebbia.
Le musiche originali sono di Davide Magnabosco, Paolo Barillari, Alex Procacci, mentre le scene sono di Alessandro Chiti, ben associate al disegno luci di Alessio De Simone; di rilievo anche i costumi di Francesca Grossi, mentre il disegno suono è di Emanuele Carlucci. Le coreografie sono di Rita Pivano e la direzione musicale e gli arrangiamenti sono di Davide Magnabosco.
In sintesi, uno spettacolo per tutti, adatto anche ai bambini. Assolutamente da vedere!

di Salvatore Scirè

Fino al 26 marzo 2017
Teatro Brancaccio –
Via Merulana 244
Info: 06 80687231 e www.teatrobrancaccio.it



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