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RECENSIONE – “IL SEGRETO DI MASTRO TITTA”, L’UMANITÀ DI UN GENIO DELLA SCENA: PIPPO FRANCO

RECENSIONE – “IL SEGRETO DI MASTRO TITTA”, L’UMANITÀ DI UN GENIO DELLA SCENA: PIPPO FRANCO

ROMA - Pippo Franco lo conosciamo per le sue gag nei filmettini della commedia sexy all’italiana, per le sue barzellettine al Bagaglino, per aver lanciato torte in faccia ai politici della prima e seconda repubblica, per le conduzioni televisive che ricalcavano i moduli un po’ ripetitivi dei suoi show teatrali, facendo divertire generazioni di italiani. Di lui si dice «Sì, è un bravo comico», però con un certo tono sconsolato, consapevoli del fatto che magari Pippo Franco, inserito in uno star system di tipo americano, avrebbe avuto i talenti giusti e la possibilità di diventare un protagonista all’altezza di un Jack Lemmon, tanto per citare il primo attore che ci è venuto in mente.

Abbiamo fatto questa considerazione ieri sera, alla prima del suo nuovo spettacolo al Salone Margherita di Roma, Il segreto di Mastro Titta. Attenzione, non troverete le tipiche atmosfere del cabaret di stampo Margherita-Bagaglino, ma assisterete a una vera e propria commedia dove dramma e comicità si alternano in un susseguirsi di scene dal forte impatto emotivo. Pippo Franco e i suoi coautori, Massimiliano Giovanetti e Claudio Pallottini hanno scritto un testo che, pur nella sua semplicità, riesce a raccontare fatti storici del 1823 avvenuti nella Roma di Pio VII, riecheggiando però l’attualità che stiamo vivendo, fatta di governanti corrotti, di truffatori, di impostori che predicano il bene ed esercitano il male, insomma esattamente quello che leggiamo tutti i giorni sui giornali.

Ma la vera sorpresa di questa produzione teatrale è la grande prova d’attore di Pippo Franco. Per favore da oggi non chiamiamolo più “attore comico”. Pippo Franco è un grande attore tout court. Intriso di sensibilità, ironia, umanità, che sono propri dei grandi protagonisti della scena. La commedia vale la pena di essere vista non per altro, se non per questa scoperta.

Sembra un contrappasso. Pippo Franco torna al Bagaglino, che gli ha dato la gloria, dopo due anni e il suo è come un nuovo debutto, una nuova nascita. Si lascia alle spalle i panni del comico da cabaret, per indossare quelli di un vero attore di razza.

La storia è quella di Mastro Titta, il boia del Papa, che però odia questo suo mestiere e grida: «Nessuno dovrebbe essere giustiziato a morte». Il suo segreto (lo dice all’inizio della commedia e quindi possiamo svelarvelo senza togliere niente alla struttura del racconto) è un figlio naturale che ha avuto dalla bella Letizia, moglie del marchese Ristori di cui Mastro Titta è anche amico. Il ragazzo ama Benedetta, a sua volta figlia dell’odiato ministro delle Finanze papaline. Il loro amore è osteggiato dal potente funzionario e a complicare la vicenda c’è anche una congiura dei cardinali ostili al Papa per mettere Sua Santità in cattiva luce di fronte alla curia. Tutto alla fine però si aggiusterà con il trionfo dell’amore e una considerazione amara sui tempi che stiamo vivendo e su quelli, ancor più tragici, che verranno.

Pippo Franco, che ha curato anche la regia della commedia, si è saputo circondare di ottimi attori, come Loretta Rossi Stuart, la contessa Letizia, e la bravissima Gegia, sua moglie, con la quale intreccia duetti di grandissima comicità. I due ragazzi sono Greta Bellusci e Rodolfo Castagna, entrambi perfetti nei loro ruoli di giovani innamorati. Mandita Musat è una contessa rumena, una sorta di “badante” di un vecchio aristocratico passato a miglior vita. Mentre insostituibili spalle si sono rivelati Stefano Antonucci e Simone Tuttobene, il commissario del popolo (interprete di un doppio ruolo). Infine Pierre Bresolin è l’odiato ministro, che ci riserverà una sorpresa finale.

VITO BRUSCHINI

Si replica fino al 6 gennaio.

AL TEATRO SALONE MARGHERITA

PIPPO FRANCO

in

"IL SEGRETO DI MASTRO TITTA"

di Pippo Franco, Massimiliano Giovanetti e Claudio Pallottini

con Gegia, Stefano Antonucci,Simone Tuttobene, Pierre Bresolin, Greta Bellusci,

Rodolfo Castagna, Mandita Musaf

e la partecipazione di Loretta Rossi Stuart

DAL 3 DICEMBRE 2013 AL 6 GENNAIO 2014

Teatro Salone Margherita, via dei Due Macelli 75, Roma
Orario: 21.00 giovedì e venerdì; 18:00 e 21:00 sabato; 17:00 domenica
Data: dal 03/12/2013 al 06/01/2014
Infoline: 06.6791439

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